Inter, Marotta: “Un sogno lo Scudetto da presidente”. Lautaro: “Vorrei chiudere la carriera qui”, poi svela il futuro

L’Inter vince Scudetto e Coppa Italia: le parole di Marotta e Lautaro, il presidente e il capitano dei nerazzurri tracciano un bilancio.

Dopo i festeggiamenti per il double dell’Inter, Giuseppe Marotta ha rivolto un messaggio a tutto l’ambiente nerazzurro. Attraverso le pagine dell’edizione speciale di “Internazionale 21” il dirigente ha confessato che conquistare il suo primo scudetto nelle vesti di presidente rappresenta il coronamento di un vero e proprio sogno. Dello stesso discorso è Lautaro Martinez: il capitano nerazzurro ha vissuto un anno da incorniciare, conquistando anche il titolo di capocannoniere della Serie A grazie a 17 reti. In una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, l’attaccante argentino ha tracciato un bilancio della sua esperienza all’Inter.

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Il presidente dell’Inter, Marotta

Il messaggio del presidente Marotta dopo la vittoria dello Scudetto con l’Inter

“Questo è il mio primo Scudetto da Presidente. È la realizzazione di un sogno che porto con me da quando ero ragazzo, quando immaginavo un futuro nel calcio senza sapere se sarei riuscito a viverlo davvero. Farlo oggi, da Presidente dell’Inter, rende tutto ancora più speciale. Il primo pensiero va a chi mi ha preceduto. Presidenti che hanno scritto la storia di questo Club e che per me sono stati un riferimento. In questi giorni il ricordo va in modo particolare Fraizzoli, Pellegrini, Moratti, Giacinto Facchetti e Steven Zhang. Un grazie doveroso va a Oaktree Capital Management: con lungimiranza ci ha sempre fatto lavorare con la massima tranquillità, supportandoci in maniera silenziosa, trasmettendo il concetto fondamentale della delega. Questo Scudetto è della squadra. È di chi ogni giorno lavora sul campo, di chi ha costruito un gruppo unito e consapevole. È lo Scudetto di Cristian Chivu, che abbiamo scelto con convinzione per una qualità fondamentale: il coraggio. Chivu ha portato con se esperienza, personalità e senso di appartenenza. Ha saputo guidare il gruppo con equilibrio, diventando un punto di riferimento dentro e fuori dal campo. E poi ci sono i tifosi. Sempre presenti, sempre al nostro fianco. Questo traguardo è anche loro, perché l’Inter vive nella passione e nell’orgoglio di chi la sostiene ogni giorno. Siamo l’Inter. Una storia che continua”.

Lautaro Martinez, capitano Inter
Lautaro Martinez esulta dopo la rete dello 0-2 Inter

Lautaro e il legame con l’Inter

Chiudere la carriera in nerazzurro? “Sicuramente vorrei. Non ho ancora le chiavi di Appiano, ma quasi… Con la mia famiglia siamo felici, abbiamo anche un ristorante, i bambini vanno a scuola e hanno i loro amici. Oggi per me è difficile immaginarmi da un’altra parte. Nel calcio non si sa mai, ma se non mi mandano via io rimarrò qui. I record? Dico la verità: non so nemmeno quanti gol ho segnato. So che sono terzo nella classifica di sempre dell’Inter e stop. Non è una cosa che guardo, Sarebbe bello perché Meazza è la storia, dell’Inter e di Milano. Potrei farcela ma devo ricominciare a tirare i rigori. Capitano? È qualcosa che hai dentro. Non la alleni. Devi avere la personalità, la leadership. E devi essere da esempio. Però un capitano non è niente senza il gruppo. Posso dire che nell’Inter ce n’è uno fantastico, perché tutti hanno la mentalità vincente. Chivu? L’ho chiamato subito. Non avevo dubbi che avrebbe fatto molto bene. Lo conoscevo dalle partitelle che facevamo ad Appiano contro la sua Primavera: sembrava un predestinato. La Thu-La? Marcus e io ci siamo capiti piano piano. È un ragazzo so-lare, speciale. lo sono quello serio. Ci completiamo, anche nei caratteri. Futuro? Non rimarrò nel calcio, che è un ambiente che non mi piace. Non sentirete più parlare di me: sparirò”.

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