90 minuti per la Champions League, nel “solito” maggio del Milan.
Un intrigo stile House of Cards nel quale ognuno tira l’acqua al proprio mulino per guadagnare considerazione in chi avrà la responsabilità di prendere decisioni e raccogliere, di conseguenza, barlumi di potere che non sono ancora stati assegnati.
Un puzzle difficile da comporre a livello di scenario e per il quale è consigliato limitarsi alla pura cronaca, svelando i passaggi prima del tempo, come abbiamo fatto la scorsa settimana con il summit londinese da Cardinale.

Il momento complicato di Rafa Leao
Tra i profili più emblematici degli ultimi anni del Milan, nel bene e nel male, c’è senza dubbio Rafa Leao.
Il portoghese non ha vissuto una stagione particolarmente felice a livello personale, con dinamiche tattiche che lo hanno portato a giocare in una posizione lontana da quella che ne valorizza principalmente le qualità di corsa e imprevedibilità.
La convivenza con Allegri non è stata entusiasmante e il pensiero è talmente reciproco da far pensare che, in caso di permanenza del tecnico livornese, le strade del Milan e di Leao potrebbero anche separarsi.
Le possibili destinazioni sul mercato
Qui si aprono degli scenari che mettono il futuro dell’esterno in sostanziale stand by. Proviamo a entrare nel dettaglio e a disegnare alcune delle prospettive.
La prima: un’offerta da parte di un club gradito che il Milan possa ritenere soddisfacente. Non ci sono, al momento, avvisaglie che questo possa accadere a stretto giro di posta. Leao è stato offerto anche di recente a club di Premier League come Arsenal e Manchester United e non ha trovato gradimento né disponibilità ad approfondire il discorso.
Lo stesso si può dire del Barcellona, che pure lo ha monitorato per mesi salvo poi decidere di non procedere in nessun senso.
Il Milan e la strategia per il futuro
L’altra strada è quella che le parti si trovino alla fine del Mondiale, quando sarà finalmente chiaro chi decide cosa in seno alla dirigenza rossonera e, di conseguenza, anche la strada da seguire dal punto di vista tecnico e di mercato. In quel caso si potrebbe procedere a un prolungamento ponte per far mantenere forza al club in sede di contrattazione, ma nell’ottica di un divorzio che sarebbe soltanto rimandato.
Insomma, scenari in divenire per una situazione che rischia di tramutarsi in un vero caso di mercato.