L’attaccante del Como, Alvaro Morata, del suo futuro al podcast “El camino de Mario” e anche di alcuni aspetti dolorosi legati al suo passato.
L’attaccante del Como, Alvaro Morata, del suo futuro al podcast “El camino de Mario” e anche di alcuni aspetti dolorosi legati al suo passato.

Morata sul futuro al Como: le sue parole
Queste le parole di Morata sul suo futuro: “Spero di restare al Como, ho un contratto, ma tutto può succedere. Magari l’allenatore mi lascerà andare. Magari hanno altre opzioni e lo capirei perfettamente perché non è stata una buona stagione per me.
Mi piacerebbe molto giocare per il Getafe, ma pensandoci bene, non credo di essere mentalmente pronto a giocare in Spagna. Dover affrontare i commenti della gente quando si va a giocare negli stadi… quello che dice la gente mi influenza ancora molto. Ma ho capito che non posso cambiare chi sono”.

Morata, rivelazioni sul periodo al Milan
Morata poi rivela: “Dopo la partita di Dortmund (quarti di Champions 2023/24, n.d.r.) la mia testa era persa. Sono caduto in depressione. Koke, Iniesta e gli altri mi hanno aiutato, in un mese sono passato dall’essere nella merda più assoluta come persona a vincere l’Europeo. Prendevo farmaci e nel giro di poco tempo me ne andai dall’Atletico, il posto nel quale avevo sempre voluto essere. Prendevo farmaci e andai alla presentazione con il Milan, che ovviamente è un club enorme, però veramente senza realizzare nella mia testa quello che stavo facendo realmente”.
Poi ha aggiunto: “Come penso di essere considerato all’Atletico? Non lo so. Mi fa male – ha spiegato Morata – essere andato via proprio quando credo che finalmente mi avessero capito e apprezzato. Sinceramente, penso di essere partito per un senso di colpa. L’Atletico è sempre tra i migliori club del mondo. Non sapevo che poi sarebbe arrivato Julián, ma sarei rimasto comunque. Prima era difficile persino camminare per strada. C’erano tifosi dell’Atletico che non mi accoglievano bene e tifosi del Real Madrid a cui sembrava dare fastidio che io fossi tifoso dell’Atleti. Non riescono a capire che questo è un lavoro. Ho giocato nel Real Madrid perché mi si è presentata l’occasione e ne sono molto grato. Non provo odio né rancore verso nessuno. Carvajal è mio amico, continuo a sostenerli e a fare il tifo per loro”.

Morata sulla Juve: le sue parole
“Perché lasciai il Real per la Juve? Per cercare di costruirmi un nome e una storia tutta mia. In quel periodo giocavo poco nel Real Madrid e arrivò un club come la Juventus, per il quale ero il trasferimento più importante degli ultimi anni. Mi sentii molto apprezzato. Se il posto migliore in cui ho giocato sia Torino? Sì, sono stato molto felice lì”, le parole di Morata sulla Juventus.
Poi spiega: “Tanta gente mi diceva che sarei dovuto andare in prestito. Le opzioni erano Wolfsburg e Juventus. Un giorno, parlando con mio padre e con Juanma López, mi dissero di andare alla Juve e affidarmi al destino. Quell’anno arrivammo in finale di Champions League e vincemmo tutto in Italia. Fu incredibile”, ha detto ancora Morata.