Torino, presentato Ignazio Abate: le parole sue e di Petrachi

In casa Torino è stato il giorno della presentazione del nuovo allenatore, Ignazio Abate. Con lui il direttore sportivo Gianluca Petrachi. 

Così Gianluca Petrachi: “Ringrazio d’Aversa che meritava la conferma ma voglio un progetto nuovo con un calcio che piace a me. Abate ha idee importanti e capacità di nuova generazione. Ha energia e mi ha convinto in pieno. Ha fatto la gavetta e ha lavorato tanto con i giovani, uscendo sempre dalle difficoltà in cui si è trovato”. Così poi sul mercato: “Arriveranno dei giovani 2005,2006. Cercherò di fare investimenti che siano un valore aggiunto nei prossimi anni. Vorrei portare degli italiani ma ci sono dei prezzi inaccessibili, basti vedere quanto hanno speso per Palestra. Sono numeri alti. Il Torino fattura 80 milioni, devi starci dentro. Devo far tornare la visione di fare un calcio sostenibile e ragazzotti affamati. Sarà rinnovato il contratto a Paleari. La priorità sarà data al portiere e a due difensori centrali“.

Abate e Petrachi
Abate e Petrachi

 

Le prime parole di Abate

Così il nuovo allenatore del Torino: “Ringrazio la Juve Stabia per l’anno bello e intenso. Ringrazio il presidente e il direttore per l’occasione. Torino è una piazza enorme, avverti il peso della maglia e sono onorato di essere qui in altre vesti. Voglio un Torino riconoscibile e voglio creare una grande identità, calcio propositivo. Dobbiamo partire dalle basi impostando a 3, poi da lì troveremo delle soluzioni. Mi aspetto molto dai veterani, umanamente e tecnicamente. Al Filadelfia mi sono sentito a casa.
Zapata capitano? Sì, non vengo qui per stravolgere le gerarchie. Mi aspetto tanto da lui. Cacciamani? Ha ottime qualità e non voglio caricare un giovane di troppe responsabilità. Deve crescere e poi ha nel motore le sue armi migliori. È stato semplicissimo accettare il Torino, è una piazza enorme con la maglia che pesa. Voglio che i tifosi si identifichino con questo gruppo squadra. Lavoreremo per regalare delle soddisfazioni, il Torino è tanta roba da fuori, anche se si tende a vedere il bicchiere mezzo vuoto. Dobbiamo creare un legame con la nostra gente“.

Così sull’esordio in campionato contro il Milan (domanda del nostro Ivan Oioli): “Il Milan è la mia vita e quando è uscita la prima giornata nel mio cuore speravo di diventare l’allenatore del Torino“.

Il mercato e la rosa

Sul mercato e sulla rosa: “Sul mercato: dobbiamo prendere gente funzionale e non prendere tanto per prendere. Non ci penso perché non controllo il mercato, dobbiamo lavorare tanto per identificare i profili giusti. Massima fiducia nel direttore per la costruzione della squadra. Vlasic è un giocatore fondamentale, quando l’ho sentito ha caricato anche me. Mi rivedo un po’ in Cacciamani, può abbassare il suo raggio d’azione e può mettere in evidenza le sue qualità. Carrascosa e Pellini sono due giocatori della primavera attenzionati da noi. Non mi spaventa nulla, ho vissuto in ambienti difficili e ho conquistato tutto. Le difficoltà mi hanno stimolato e non vengo qui per fare curriculum, mi gioco tanto anche io e ci metto cuore e fame. Se parto pensando che mi brucio non vado da nessuna parte, il percorso sarà tortuoso e dovremo superare le difficoltà. Fa parte della mentalità“.

Ancora Petrachi

Così sugli obiettivi: “Credo sia controproducente parlare già di obiettivi perché qui c’è un vero e proprio cambiamento in corso. Voglio portare giocatori che hanno fame e entusiasmo, voglio diventare la mina vagante del campionato e spero si verifichi, darò l’anima per cambiare tante cose. Il calcio di Ignazio è anche il mio calcio. Ora siamo corti, vero, ma voglio dare l’opzione ai ragazzi che conosco di mettersi in mostra. Nel calcio vince la meritocrazia“.

Su Orlando Gill: “Orlando Gil? Un mese e mezzo prima del mondiale lo avevo contattato con l’ex presidente del San Lorenzo, poi dopo le elezioni è saltato e cambiando tutto, compreso il mondiale dove nessuno lo conosceva, diventa difficile arrivare all’obiettivo. Un mese e mezzo fa c’erano delle cifre ragionevoli, ora ci sono cifre importanti. Non chiudo la porta sto cercando di rimettere in piedi la trattativa ma ci sono cifre troppo alte. Ma posso dirvi che c’è un portiere di altissimo livello che vuole venire al Toro, lunedì spero di incontrare i dirigenti per chiudere la trattativa“.

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