Amorim e l’atto di fede su Estupiñán: perché non sono convinto

Ho grossa stima di Ruben Amorim, ma la sua richiesta di un atto di fede su Pervis Estupinan non mi convince affatto.

Intendiamoci: lungi da me voler gettare la croce su un ragazzo che a Milanello è molto ben voluto da tutti e che è evidente che sia in difficoltà anche emotivamente in questo momento. Tuttavia l’onestà intellettuale ci richiede un giudizio spietato e senza troppi giri di parole: è per questo che ieri, elegantemente, abbiamo provato a chiedere allo stesso Amorim in conferenza stampa del perché si ostini a mettere l’ecuadoriano. Ma la risposta sinceramente non ci ha convinto affatto.

Bartesaghi meglio di Estupiñán: perché la scelta di Amorim non convince

Al netto dei meme che guardo con simpatia e di cui rido con voi, conoscete la mia stima nei confronti di Davide Bartesaghi. Oggi ritengo che panchinare Bartesaghi per Estupinan sia un errore non da poco, che in qualche partita rischia di costare caro al Milan: speriamo non già stasera, su un campo difficile come il Vitality Stadium di Bournemouth. Bartesaghi, che un anno fa volava come un trattore salvo poi inchiodarsi in primavera fino a una preoccupante involuzione, oggi è tornato un giocatore brillante: merito anche della cura Baldini, che lo ha rivitalizzato totalmente in Under 21. A Salisburgo, Davide è stato tra i migliori: mi ero illuso fosse finalmente quel momento in cui scatta il meccanismo per cui “adesso non esci più” e invece non è stato così e me ne dispiace molto, ma soprattutto non ne capisco i motivi. Amorim mi ha detto che “dipende dalle partite, Bartesaghi è più di corsa mentre Estupinan dà più equilibrio”: sarà, ma mi ha convinto poco.

Milan, la scelta di Estupiñán mette alla prova Amorim

Di certo la stagione del Milan non passerà da questa scelta, ok, ma lo ritengo un crocevia importante per valutare anche la flessibilità di Amorim: insistere su una soluzione con fermezza contro il consenso di pubblico (che ha iniziato a fischiare) e stampa (da cui fioccano le insufficienze per Pervis) rischia di diventare un segnale di debolezza. In fondo la convinzione è una qualità enorme di un allenatore, ma percorrere nuovamente una strada che non dà risultati può trasformarla in un grandissimo limite.

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