Juventus e Manchester United, tra risultati deludenti e panchine in bilico, potrebbero trovare in Simone Inzaghi e Antonio Conte i profili ideali per cambiare la propria storia.
È inevitabile che, con l’incedere della stagione e i risultati che non arrivano, le panchine delle big europee inizino a scaldarsi, mettendo in discussione la continuità delle attuali guide tecniche. Per restare tra i confini italici, il caso più eclatante è quello che fa riferimento alla Juventus e a Luciano Spalletti. Tecnico eccezionale sotto tanti punti di vista, ma che, in una situazione scomoda come quella attuale dei bianconeri e con la pressione che si alza, sta mettendo in luce qualche difficoltà gestionale. Retaggio di un carattere spesso fumantino come quello del tecnico di Certaldo. La serata di ieri si è salvata in extremis con un residuo di carattere confortante, che avrebbe addirittura regalato la vittoria senza il fuorigioco di Lucumì. E’ però stato evidente frutto di una reazione più di pancia che di organizzazione e consapevolezza, come sarebbe invece lecito richiedere a un club del calibro e del blasone della Juventus.
Scacciate almeno momentaneamente le streghe che, nella settimana di Halloween, avrebbero invece albergato sulla testa di Spalletti, è inevitabile mantenere alta la soglia dell’attenzione. Specie in vista di una settimana che avrà tre impegni di campionato uno di fila all’altro e che diranno molto sulle reali ambizioni della Vecchia Signora.

Simone Inzaghi, il profilo ideale per il futuro della Juventus
Lo spauracchio collettivo risponde al profilo di Antonio Conte: lo stesso allenatore che, con Marotta al comando, sottrasse la panchina dell’Inter a Spalletti e che resta un candidato acclamato dall’opinione pubblica qualora si dovesse arrivare con un deficit di classifica rilevante alla prossima pausa di novembre.
Un altro profilo che va tenuto in considerazione per il dopodomani è sicuramente quello di Simone Inzaghi. Più propenso ad accettare i compromessi economici dei club per i quali lavora, sviluppando ugualmente risultati di primo livello e un gioco collettivo talmente entusiasmante da esaltare gli investimenti che verrebbero fatti sui singoli calciatori acquistati. Esattamente come successo all’Inter, che deve gran parte del suo risanamento economico proprio all’illuminata gestione dell’attuale allenatore dell’Al Hilal.
Non è un caso che il suo contratto con i sauditi sia economicamente blindato sino al termine della stagione in corso. Non è altrettanto casuale che il suo profilo risulti tra i più apprezzati da parte di Giovanni Carnevali, che di Marotta è uno dei discepoli principali e che con il presidente dell’Inter condivide sagacia nelle mosse da percorrere e abilità nella programmazione misurata ma redditizia. Con vista sulla prossima stagione, il profilo di Inzaghi, a meno di stravolgimenti troppo compromettenti nell’immediato (quale Conte sarebbe), ha tutto per poter rappresentare la scelta giusta al momento ideale per ciò che la Juventus cercherà di costruire nel proprio futuro.
Manchester United, Antonio Conte per rilanciare i Red Devils
Il jolly impazzito in questo contesto è rappresentato dal Manchester United. Una società che avrà pure potenzialità economiche superiori e un fatturato con potenzialità semi-illimitate, ma che, a differenza della Juventus, non ha un management che si sta rivelando all’altezza del blasone rappresentato dal proprio stemma. Un caos disorganizzato, con possibilità di spesa che non sono mai state messe in discussione dai rossi di bilancio, e che sembra gridare proprio «Antonio Conte» come parola magica per poter tornare a essere finalmente competitivo come meriterebbe.
L’ex tecnico del Napoli, oltre a essere apprezzato, sembra davvero il profilo migliore per poter riconsegnare una big decaduta al calcio che conta, per farcela stare con continuità sia nel futuro prossimo che in quello anteriore. Come lo sarebbe Inzaghi per la Juventus.