Adriano Galliani compie il primo passo formale verso la candidatura alla presidenza della FIGC, tesserandosi come dirigente accompagnatore dell’Enotria 1908, società dilettantistica di Milano. Una mossa necessaria per poter entrare ufficialmente nella corsa alla guida della Federcalcio, mentre in Serie A prosegue il confronto tra i club chiamati a scegliere chi sostenere alle prossime elezioni.
La notizia, riportata dall’ANSA e ripresa dalla stampa sportiva, aggiunge un nuovo capitolo alla partita per la successione alla guida della Federazione. Sul tavolo ci sono due nomi: quello di Giovanni Malagò, attuale commissario federale, e quello di Galliani, storico dirigente del Milan e protagonista negli ultimi anni dell’esperienza del Monza in Serie A.
La sfida, però, è tutt’altro che definita. Diverse società della massima serie devono ancora chiarire la propria posizione e il confronto tra i club potrebbe risultare decisivo per gli equilibri della candidatura.

Galliani, il tesseramento con l’Enotria è il passaggio decisivo
Il tesseramento di Galliani come dirigente accompagnatore dell’Enotria 1908 rappresenta un requisito formale per poter presentare la candidatura alla presidenza della FIGC.
Non si tratta ancora dell’ufficializzazione della candidatura, ma di un passaggio preliminare necessario per rispettare le condizioni previste dal percorso elettorale. L’ex amministratore delegato di Milan e Monza si prepara così a entrare concretamente in una partita che nelle ultime settimane ha assunto contorni sempre più definiti.
Il suo nome è emerso con forza dopo che una parte dei club di Serie A ha manifestato dubbi sulla possibilità di confermare il sostegno a Malagò. Galliani, forte di una lunga esperienza dirigenziale e di una conoscenza approfondita delle dinamiche del calcio italiano, viene considerato un possibile punto di riferimento alternativo.
Presidenza FIGC, la Serie A è divisa tra Galliani e Malagò
Il confronto tra i due candidati potenziali è destinato a passare soprattutto dalle decisioni delle società. Una parte dei club aveva inizialmente sostenuto Malagò, ma nelle ultime settimane sono emerse posizioni differenti, legate anche alle valutazioni sulla gestione federale e sulle scelte compiute in ambito calcistico.
L’orientamento della Serie A sarà determinante per comprendere quale candidatura potrà raccogliere il sostegno necessario. Il quadro resta in evoluzione e le interlocuzioni tra i dirigenti potrebbero contribuire a chiarire gli equilibri in vista del voto.
Per Galliani, l’eventuale corsa alla presidenza rappresenterebbe un nuovo capitolo di una carriera che lo ha visto protagonista per decenni ai vertici del calcio italiano. Per Malagò, invece, la sfida consiste nel consolidare il consenso attorno alla propria figura e superare le perplessità emerse tra alcune società.
Le date da ricordare: candidature entro il 4 novembre, voto il 14 dicembre
Il calendario elettorale prevede due appuntamenti fondamentali. Il 4 novembre è fissato il termine ultimo per la presentazione delle candidature, mentre il 14 dicembre è la data prevista per il voto che dovrà individuare il presidente della Federazione italiana giuoco calcio.
Nelle prossime settimane, quindi, sarà necessario definire non soltanto i nomi ufficialmente in corsa, ma anche il sostegno delle diverse componenti del sistema calcistico.
La scelta non riguarda esclusivamente la Serie A: gli equilibri federali coinvolgono anche le altre componenti del calcio italiano, chiamate a partecipare al processo elettorale secondo le regole previste.
Galliani pronto alla sfida: il futuro della FIGC passa dai club
Il tesseramento con l’Enotria segna dunque un passaggio concreto nel percorso di Galliani verso la possibile candidatura. La partita, tuttavia, resta aperta e molto dipenderà dalle decisioni delle società e dalla capacità dei candidati di costruire una maggioranza.
Da una parte c’è Malagò, già al centro del percorso federale; dall’altra Galliani, dirigente dalla lunga esperienza e figura storicamente legata ai successi del Milan di Silvio Berlusconi e alla crescita del Monza.
Il 4 novembre rappresenterà il primo vero spartiacque, mentre il voto del 14 dicembre chiarirà chi guiderà la FIGC nel prossimo ciclo. Fino ad allora, la partita resterà soprattutto politica e diplomatica, con i club chiamati a definire le proprie alleanze e a decidere quale direzione imprimere al futuro del calcio italiano.