I prossimi quattro atti di Massimiliano Allegri al Napoli saranno tutti da vivere.
Stasera il Monza, quindi l’attesissima rimpatriata a casa sua, la Juve come “nemica”. E forse per questo ha deciso di tirarsi fuori, facendosi squalificare e rinunciando al ricorso. Ovviamente sto scherzando e sotto sotto ho sperato che Max venisse riabilitato. Sarebbe stato troppo bello vederlo in panchina quel giorno nello stadio che lo ha acclamato a lungo prima di prendere le distanze.

Il bilancio di Allegri e i prossimi quattro atti
Dopo la Juventus, il Napoli andrà nella tana del Porto (quindi sono tre trasferte consecutive) e chiuderà contro la Lazio al “Maradona” prima di un’altra sosta per le Nazionali. Il suo bilancio è misero: otto giornate di campionato, 11 punti. Se lo avessero detto a De Laurentiis la scorsa estate, sarebbe scappato a Los Angeles e sarebbe tornato soltanto dopo aver risolto il quiz allenatore. Certo, c’è sempre tempo ma sarebbe il caso di non chiederne troppo. Contro la Roma è stato probabilmente il miglior Napoli della stagione, Politano avrebbe potuto fare 3-0 e saremmo andati tutti al cinema. Ma sul 2-0 o sul 3-2, soprattutto sul 2-0, mi sarei aspettato una mentalità diversa. Quando ti dicono che Allegri non può sopperire agli errori dei singoli, bisognerebbe rispondere che basterebbe giocare con una linea più alta piuttosto che aspettare la reazione dell’avversario.
In queste quattro partite bisognerebbe fare almeno 7 punti in campionato e non perdere in Champions, sarebbe una bella base. Altri riscontri sarebbero un dramma calcistico, perdere in casa della Juve un modo per indietreggiare non sentendo il terreno sotto i piedi. Quando parlano di mercato di gennaio, non sanno che bisognerebbe occuparsi dei giorni che stanno arrivando, l’unico modo per blindare il presente e dedicarsi al futuro. I risultati diranno tutto, sulla carta De Laurentiis mai manderebbe a casa un allenatore che guadagna circa 5 milioni netti a stagione per tre anni. Tuttavia nel calcio “mai” non esiste e bisogna portare un bel mucchio di fatti piuttosto che chiacchiere in quantità industriale.
Firenze, 100 milioni e risultati sconfortanti
Il calcio è bello a qualsiasi livello, ogni sogno andrebbe tutelato e rispettato, non ci sono desideri di Serie A o di Serie C. Proprio per questo motivo diventa imbarazzante commentare quanto sta accadendo a Firenze, 100 milioni abbondanti (molto abbondanti) messi sul mercato con risultati sconfortanti. A Firenze hanno sbagliato l’allenatore e il centravanti in un colpo solo, hai detto poco… E contano 4 punti su 24, una roba che – in rapporto a quanto speso – dovrebbe portare qualcuno a fare una riflessione completa di totale tutela della dignità che chiunque di noi dovrebbe avere.
Salerno, Faggiano e l’ennesimo naufragio
A Salerno c’è Faggiano, il direttore sportivo rampante di una volta che neanche in Serie C attecchisce. Dopo l’ennesimo naufragio in casa del Picerno, le parole di Faggiano al cianuro le hanno ascoltate anche a Pescara… Deluso, avvilito, nauseato, furibondo. Tutto giusto, tutto vero. Ma c’è un piccolo particolare: le scelte sono state tutte sue, in piena autonomia. Dovrebbe alzare la voce con se stesso, magari attardandosi allo specchio ogni mattina: un minimo di autocritica prima di un piatto fumante di scialatielli, sperando che almeno per una volta non sia colpa di un altro…