Atalanta, Sarri: «Potevamo vincerla, ma abbiamo preso un gol stupido». L’emergenza pesa: 14 assenze

Il tecnico analizza il pareggio contro il Kairat Almaty e non nasconde le difficoltà della squadra: «Oggi avevamo 10 infortunati e quattro giocatori con valutazioni che sconsigliavano l’utilizzo per più di mezz’ora». E sul futuro: «Prendiamo questo punto e vediamo di andare a conquistare la qualificazione più avanti».

L’Atalanta non riesce a invertire la rotta e si ferma sull’1-1 contro il Kairat Almaty nella terza giornata della League Phase di Conference League. Alla New Balance Arena i nerazzurri non vanno oltre il pareggio, al termine di una partita che lascia inevitabilmente qualche rimpianto.

Maurizio Sarri, nel postpartita, analizza la prestazione senza nascondere le difficoltà legate soprattutto alle numerose assenze. Il tecnico individua nell’emergenza della rosa uno dei principali ostacoli del momento, ma riconosce anche gli aspetti da migliorare sul campo.

Maurizio Sarri, allenatore Atalanta
Maurizio Sarri, allenatore Atalanta

Sarri: «Con 14 giocatori fuori la settimana di rilancio la vedo dura»

L’allenatore parte proprio dalla situazione degli indisponibili, che sta condizionando pesantemente le possibilità di rotazione.

«Se in un momento in cui hai fuori 14 giocatori questa deve essere la settimana di rilancio, la vedo dura. Oggi avevamo 10 infortunati e quattro giocatori con valutazioni che sconsigliavano l’utilizzo per più di mezz’ora, quindi diventa difficile».

Una fotografia piuttosto chiara delle difficoltà incontrate dall’Atalanta. Con una rosa ridotta e diversi elementi non al meglio, diventa complicato mantenere intensità e continuità durante una serie ravvicinata di impegni.

«Potevamo vincerla sicuramente se non prendevamo un gol stupido»

Sarri individua anche nell’episodio del pareggio avversario uno dei momenti decisivi della partita. L’Atalanta, secondo il tecnico, aveva le possibilità per conquistare i tre punti, ma il gol subito ha complicato tutto.

«Potevamo vincerla sicuramente se non prendevamo un gol stupido, poi dopo la partita si è fatta difficile. Meno male che non abbiamo mollato, perlomeno dal punto di vista della voglia di portare in fondo un risultato positivo».

Il tecnico evidenzia anche le difficoltà nella costruzione del gioco e nell’attaccare una formazione molto chiusa.

«Abbiamo fatto fatica: la circolazione della palla è stata piuttosto lenta e abbiamo faticato ad attaccare gli spazi e a giocare contro una squadra chiusa».

Nonostante tutto, l’allenatore invita a guardare avanti e a considerare il punto conquistato come una base per proseguire il cammino europeo.

«Però, con tantissime attenuanti, prendiamo questo punto e vediamo di andare a conquistare la qualificazione più avanti, quando staremo meglio sotto tutti i punti di vista».

Sarri si aspettava di più da alcuni giocatori

Nel corso dell’intervista viene affrontato anche il rendimento degli elementi offensivi e dei calciatori dotati di maggiore qualità. Sarri ammette di essersi aspettato un contributo superiore da alcuni interpreti, pur riconoscendo le difficoltà legate alle condizioni fisiche.

«Uno si aspetta sempre molto dai propri giocatori. È chiaro che Scamacca è stato fermo e l’ho visto per la prima volta ieri, quindi è anche difficile pretendere molto di più da lui».

Il tecnico aggiunge poi una considerazione sul momento generale della squadra:

«Poi è indubbio che da qualche altro giocatore mi aspettassi di più, però siamo in un periodo in cui abbiamo disputato otto partite in 23 giorni e purtroppo l’abbiamo fatto sempre con gli stessi giocatori».

Un calendario intenso, affrontato con rotazioni limitate, che inevitabilmente finisce per incidere sulle energie del gruppo.

La trasformazione tattica: «Presenta già delle difficoltà di base»

Un altro tema centrale riguarda il cambiamento tattico e il percorso che l’Atalanta sta affrontando per adattarsi alle idee del nuovo allenatore.

Sarri riconosce che il processo non è semplice e che le difficoltà sono state amplificate dagli infortuni e dalla necessità di utilizzare giocatori che hanno avuto poco tempo per lavorare con la prima squadra.

«È chiaro che si tratta di una trasformazione che presenta già delle difficoltà di base».

Il tecnico cita anche alcuni casi specifici, a partire dal giovane Obrić, impiegato in difesa:

«Stasera dietro ha giocato Obrić, un ragazzo dell’Under 23 che ha esperienza solo in Serie C ed è giovane, anche se ha fatto una buona partita».

Poi il riferimento a Sulemana, rientrato da poco dopo un lungo stop:

«Abbiamo schierato elementi che si sono allenati poco con noi, come Sulemana che si è fatto male il 2 agosto ed è rientrato solo da quattro o cinque giorni».

Sarri non vuole giudizi affrettati sulla rosa

Il tecnico invita a non trarre conclusioni definitive sulla compatibilità dei giocatori con il nuovo sistema di gioco. La situazione attuale, secondo Sarri, non permette ancora di effettuare valutazioni complete.

«Diventa difficile perché sono giocatori che non hanno uno storico nemmeno negli allenamenti con me, quindi era già una trasformazione complessa a cui si sono accavallate e accumulate vicende che ce la rendono ancora più difficile».

La conclusione è un invito alla pazienza:

«Però penso che stabilire chi sia adatto a giocare in un altro modo e chi no non spetti a questo momento del campionato».

Atalanta, serve una reazione

Il pareggio contro il Kairat Almaty lascia l’Atalanta con qualche rimpianto, ma anche con la consapevolezza di dover affrontare un momento complicato.

Le 14 assenze, le energie ridotte e un percorso di trasformazione tattica ancora in corso rappresentano ostacoli importanti. Sarri, tuttavia, non cerca soltanto giustificazioni: riconosce i limiti della prestazione e chiede alla squadra di continuare a lavorare.

La qualificazione europea resta alla portata, ma servirà un’Atalanta diversa, soprattutto quando l’emergenza infortuni inizierà a rientrare.

Banner blu di Sportitalia con invito ad aggiungere il sito alle Fonti Preferite di Google
Change privacy settings
×