Panchine a rischio in Serie A: tre big verso una sosta decisiva

La prossima sosta per le Nazionali potrebbe trasformarsi in un momento decisivo per il futuro di diverse panchine di Serie A, con Juventus, Napoli e Atalanta alle prese con situazioni delicate e allenatori sempre più sotto pressione.

Mai come in vista della prossima sosta, infatti, le panchine del nostro campionato sembrano destinate a vivere una fase di oggettiva tensione. Inevitabile partire dalla Juventus, reduce da un periodo altamente negativo, seppur intervallato dalla boccata d’ossigeno rappresentata dalla vittoria contro il Napoli.

Le rassicurazioni di Carnevali durante l’ultimo Consiglio di amministrazione hanno, da una parte, placato le voci relative alla prospettiva – peraltro particolarmente apprezzata dai tifosi bianconeri – di un possibile ritorno di Antonio Conte. Resta tuttavia elevato il rischio di cambiamenti radicali qualora il risultato positivo dell’ultima gara di campionato non dovesse trovare continuità nella sfida contro la Fiorentina, ultimo appuntamento prima della sosta.

Secondo Gianluigi Longari Simone Inzaghi e Antonio Conte, possibili protagonisti del futuro di Juventus e Manchester United

Napoli, la sconfitta in Champions League apre una crisi interna

Abbiamo citato il Napoli di Allegri, ma in questo caso il capitolo merita riflessioni decisamente più approfondite.

È oggettivamente inaccettabile il modo in cui i partenopei sono stati sconfitti dal Porto di Farioli in Champions League, ma lo è ancora di più tutto ciò che da quell’umiliazione tecnica è scaturito durante i novanta minuti e nel successivo postpartita.

Una bomba a orologeria rimasta nascosta nei primi mesi della stagione, ma che è infine deflagrata, manifestandosi attraverso diversi episodi sul rettangolo verde e dichiarazioni al veleno nel dopogara. Sono letteralmente volati gli stracci, al punto da assistere a richiami alla reciproca assunzione di responsabilità da parte di alcuni dei principali punti di riferimento dello spogliatoio e a divergenze di vedute rispetto all’interpretazione della disfatta fornita da Allegri. Tra le voci critiche anche quella di Hojlund, uno dei giocatori più rappresentativi della squadra.

Difficile immaginare che una situazione del genere possa non produrre conseguenze, seguendo un ragionamento improntato alla logica. Dall’altra parte, però, c’è l’aspetto economico: il contratto sottoscritto da Allegri appena tre mesi fa, accompagnato da un ingaggio pesante, rappresenta un ostacolo tutt’altro che trascurabile. Se non costituisce una vera e propria blindatura, impone quantomeno a De Laurentiis di moltiplicare sensibilmente le dosi di pazienza nei confronti di una situazione oggettivamente vicina a trasformarsi in una polveriera.

Atalanta, il progetto tecnico è già sotto esame

Non si respira un’aria migliore nemmeno a Bergamo. Al di là delle conferme, dirette e indirette, che la dirigenza manifesta con regolarità in merito alla posizione di Sarri, non possono essere ignorate le prospettive di un possibile cambio in corsa, anche a costo di mettere in discussione il progetto triennale al quale la Dea aveva deciso di affidarsi in estate.

Un ambiente solitamente vicino alla squadra e paziente, soprattutto dopo l’epopea leggendaria targata Gasperini, sembra oggi più che mai distante dalla rivoluzione tattica imposta in estate e dalla mancanza di risultati.

Non vanno sottovalutate nemmeno le voci, sempre più insistenti, relative a profili come Tudor e Pioli, che potrebbero essere presi in considerazione per raccogliere un’eventuale eredità del tecnico toscano.

Insomma, si prospetta una sosta decisamente bollente. Juventus, Napoli e Atalanta arrivano a questo appuntamento con situazioni differenti, ma accomunate da un denominatore comune: la necessità di ritrovare risultati, equilibrio e serenità. Perché, in un campionato in cui la pazienza delle dirigenze sembra assottigliarsi giornata dopo giornata, la prossima sosta potrebbe rappresentare molto più di una semplice pausa: potrebbe diventare il momento delle decisioni.

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