L'agente di Bruno Amione, Lorenzo De Santis, è intervenuto in esclusiva a SPORTITALIA per parlare del suo assistito e per raccontare la trattativa che lo ha portato a separarsi dal Verona negli ultimi giorni di mercato, per volare in Messico al Santos Laguna. Amione ha lasciato l'Italia dopo tre stagioni e mezzo dove, oltre che con gli scaligeri, ha giocato con Reggina e Sampdoria. Lo stesso De Santis poi ci ha aiutato a conoscere altri tre argentini che in questa finestra invernale sono approdati in Serie A, data la sua profonda conoscenza del mercato locale: Carlos Alcaraz, Castro e Pierotti.
Come è nata la trattativa?
"La trattativa di Amione con il Santos Laguna nasce da un interesse manifestato già negli scorsi mesi, forte. Un corteggiamento partito da lontano, attraverso le conoscenze di un giocatore passato dall'Italia, Brunetta, che dal Parma era passato alla stessa squadra disputando un'ottima stagione. Venne acquistato fra l'altro per la stessa cifra di Bruno, 3,5 milioni di dollari e rivenduto per 13 dopo una sola annata".
Una crescita netta.
"Sì, perché oltre che ad essere un club storico, importante – ha vinto 3 campionati negli ultimi dieci anni – parliamo di un club che lancia i giovani, li valorizza, dà loro un'ottima vetrina. Appartiene al gruppo Orlegi che ha vare squadre sparse per il mondo fra le quali lo Sporting Gijón in Spagna".
Cosa ha spinto Bruno ad andarsene?
"Bruno è arrivato alla decisione di voler cambiare in questo mercato perché riteneva, a livello di sensazioni, di aver bisogno di qualcosa di diverso, una nuova sfida. Fra le tante proposte che ci sono arrivate dall'Europa, questa è quella che lo ha convinto di più".
Quali altre proposte aveva, in Europa?
"Soprattutto da parte di Grecia, Turchia, Spagna e Belgio".
Cosa lo ha convinto del Santos Laguna?
"L'ambizione del club, la voglia di fare una esperienza in un campionato nuovo, dove ci sono tanti sudamericani. Ha un filo diretto con l'MLS e sul Brasile. Vista la sua giovane età la viviamo come una tappa di crescita personale e sportiva. Poi chissà da dove riprenderemo".
Dell'Italia cosa si porterà dentro?
"Bruno è molto legato all'Italia, dove è stato molto bene e dove non esclude di tornare avendo il passaporto italiano. Però in questo momento questa è la scelta che lo ha convinto di più, come dicevo".
Arriva un altro argentino in Italia: Carlos Alcaraz. Ci parla di lui?
"Un ragazzo esploso giovanissimo nel Racing, facendo gol al debutto a Marzo 2020, proprio nella giornata prima del blocco dei campionati per il Covid. Molto precoce, ha fatto molto bene in Argentina, poi com'è normale che sia ha fatto un po' di fatica al primo anno in Europa. Ora però nella metà campo avversaria può fare molti ruoli".
Quali?
"Trequartista, esterno offensivo, mezzala d'inserimento soprattutto".
Sì, ma Allegri dove lo userà secondo lei?
"C'è molta curiosità nel capirlo. Con caratteristiche diverse è un jolly offensivo come lo era, quando arrivò in Italia, Bentancur dal Boca: lui poi ha arretrato il raggio d'azione qui in Italia. Alcaraz ha colpi per fare bene da noi e penso che possa fare bene a Torino".
Il Bologna ha investito su Castro. Che ne pensa di lui?
"Nonostante giovane età, è un 2004, ha accumulato già buona esperienza con il Velez. E' un attaccante che si muove bene in area di rigore, ma che è bravo a venire incontro. Ha una buona tecnica e personalità. Per me il Bologna ha fatto un colpo molto importante andando ad anticipare una concorrenza agguerrita e pagando il prezzo della clausola".
Corvino invece ha portato Pierotti a Lecce. Cosa aspettarci da lui?
"Era stato molto vicino al Bologna l'estate scorsa. Complice anche la retrocessione del Colon è potuto arrivare in condizioni molto favorevoli al Lecce. Esterno offensivo con grande estro, bravo nell'assist, deve migliorare nel lavoro senza palla e nella continuità, tende a sparire ogni tanto dalle partite. Ma è giovane sicuramente potrà dare una mano al Lecce nei prossimi mesi".