Paura nel Basket, bombe e fumogeni: irrompe la polizia

Bombe e fumogeni hanno gettato il basket nella paura più totale. L’intervento della Polizia e dell’anticrimine ha scritto una delle pagine più nere dello sport.

Nell’immaginario collettivo, quando si parla di violenza legata allo sport, il pensiero corre dritto al calcio. Curve incandescenti, cori offensivi, tafferugli, invasioni di campo. Troppi episodi nel corso dei decenni hanno marchiato a fuoco la memoria collettiva, fino a sfociare in tragedie come accadde in occasione della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina del 2014, evento culminato con la tragica morte di Ciro Esposito. Ma il caso che ha scosso Rimini lo scorso maggio dimostra che nessuna disciplina è davvero al riparo. È stato il basket – sport ritenuto “più civile”, ambiente più familiare, meno incline a derive violente – a finire al centro di un vero e proprio caso di ordine pubblico.

Una realtà in netta antitesi con i valori che il parquet dovrebbe rappresentare: competizione, correttezza, comunità. E invece, a pochi minuti dall’inizio di una semifinale playoff di Serie A2, il clima si è trasformato in uno scenario da guerriglia urbana. A dimostrarlo, il lavoro lungo e accurato della polizia, che ha dovuto ricostruire i movimenti di gruppi organizzati, visionare ore di filmati, raccogliere testimonianze e prove in un’indagine meticolosa e senza precedenti per il mondo del basket italiano. Un’indagine che ha portato ora alla notifica di una pioggia di provvedimenti che segna uno spartiacque nella gestione della violenza sportiva fuori dagli stadi – o meglio, fuori dai palazzetti.

Guerriglia urbana a Rimini: 40 Daspo dopo l’agguato in via Redi

Cappucci neri, mazze, spranghe, bombe carta e una ventina di minuti che hanno trasformato via Redi, nel quartiere Flaminio di Rimini, in un campo di battaglia. Era il 27 maggio, ore prima della gara2 di semifinale tra RBR Rimini e Pallacanestro Forlì. Un commando di ultras – perlopiù forlivese – ha teso un agguato ad alcuni tifosi riminesi, assiepati fuori da un bar della zona. L’assalto è stato rapido, violento, incontrollato. Nessuno si è salvato: né persone, né cose. A distanza di due mesi, la risposta della Digos e della divisione Anticrimine della questura non si è fatta attendere. Sono 40 i provvedimenti di Daspo notificati ai presunti partecipanti dell’assalto. Si tratta di divieti che vanno da uno a otto anni, in base ai precedenti di ciascun destinatario. In parallelo, tutti e quaranta sono stati anche denunciati penalmente per lesioni e danneggiamenti.

Polizia
Guerriglia urbana a Rimini: 40 Daspo dopo l’agguato in via Redi – Sportitalia.it (screen Youtube)

La maggioranza dei coinvolti è riconducibile alla tifoseria forlivese, ma tra i destinatari figurano anche sostenitori di Rimini e Pesaro. Non è escluso che l’elenco si allunghi ulteriormente, visto che le indagini sono ancora in corso. Il caso è esploso nuovamente pochi giorni fa, quando l’organizzazione del quadrangolare estivo di Riccione ha ufficialmente escluso la Pallacanestro Forlì dal torneo per motivi di ordine pubblico. Un’esclusione che ha riacceso la polemica e messo sotto i riflettori la gestione della sicurezza anche negli sport meno mediatici.

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