Ormai ci siamo! Tra pochi giorni andrà in scena il primo slam della stagione e Sinner è chiamato a mostrare i muscoli. Il messaggio per Alcara è chiaro.
Il 2026 del tennis mondiale sta per entrare nel vivo e, ancora una volta, il filo conduttore porta dritto al duello tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. I due si incroceranno domani in un’esibizione molto attesa, un appuntamento che va oltre il semplice spettacolo e che rappresenta una sorta di anteprima tecnica e mentale di ciò che ci aspetterà nei prossimi dodici mesi. Non è un torneo ufficiale, ma il valore simbolico è evidente: quando Sinner e Alcaraz condividono il campo, il tennis entra automaticamente in una dimensione diversa. L’esibizione in Corea del Sud sarà un banco di prova soprattutto per l’azzurro, chiamato a misurare il proprio stato di forma contro il principale rivale della nuova era. Il vero obiettivo, però, resta ben più grande ed è fissato all’orizzonte: gli Australian Open.

A Melbourne, Sinner non giocherà solo per vincere, ma per difendere 2000 punti conquistati nel gennaio scorso, un fardello pesante che può incidere profondamente sugli equilibri del ranking. Il numero due italiano sa che il margine di errore è minimo. Una battuta d’arresto anticipata rischierebbe di riaprire scenari che oggi sembrano sotto controllo, mentre una corsa profonda nel torneo consoliderebbe la sua leadership tecnica e mentale. La sensazione, però, è che Sinner abbia un obiettivo chiaro: dare un segnale forte ad Alcaraz, ribadendo che il 2026 non sarà un anno di transizione ma di consolidamento. E non è solo lo spagnolo a essere nel mirino. Anche Novak Djokovic, simbolo della generazione precedente, potrebbe trovarsi costretto a fare i conti con un nuovo ordine definitivamente stabilito.
Melbourne chiama: il possibile tris di Sinner e una posta mai così alta
Se la prima parte di gennaio serve a lanciare messaggi, Melbourne è il luogo dove quei messaggi diventano fatti. Sinner arriva agli Australian Open da bicampione in carica, un dato che da solo racconta la portata della sua crescita. Nel 2024, l’italiano firmò una delle finali più memorabili degli ultimi anni, rimontando Daniil Medvedev dopo essere stato sotto due set a zero, imponendosi al quinto in una partita entrata nella storia del torneo. Nel 2025, invece, la consacrazione definitiva: vittoria netta contro Alexander Zverev, una finale senza appello che certificò la sua superiorità tecnica e mentale. Ora il tris non è più un tabù, ma un obiettivo concreto. E con esso cresce anche la posta in palio economica.

Il montepremi degli Australian Open 2026 ha infatti raggiunto cifre mai viste prima, con un incremento significativo rispetto alla scorsa edizione. In caso di terza vittoria consecutiva, Sinner potrebbe incassare oltre 2,3 milioni di euro, una cifra superiore a quella percepita nel 2025, a conferma di come Melbourne sia diventato lo Slam economicamente più generoso dopo New York. Ma il valore del possibile tris va oltre il denaro. Vincere ancora significherebbe blindare i 2000 punti, respingere l’assalto di Alcaraz e consolidare una posizione di forza anche nei confronti di Djokovic e degli altri inseguitori. In un tennis sempre più polarizzato, Sinner ha davanti a sé l’occasione di trasformare una rivalità affascinante in una vera egemonia. Melbourne, ancora una volta, dirà se questo progetto è pronto a diventare realtà.






