Home » Tennis » Per Djokovic è finita, l’annuncio non lascia scampo: cosa c’entra Sinner

Per Djokovic è finita, l’annuncio non lascia scampo: cosa c’entra Sinner

Agli Australian Open il tempo sembra aver presentato il conto anche ai più grandi, per Novak Djokovic è finita: colpa di Sinner.

Gli Australian Open sono da sempre il palcoscenico ideale per misurare lo stato di salute del tennis mondiale. Il primo Slam della stagione non perdona, infatti tra caldo, ritmi elevati e partite ravvicinate mette subito a nudo pregi e limiti di ogni giocatore. A Melbourne, senza ombra di dubbio, si respira sempre un’aria speciale, perché qui hanno scritto pagine indelebili i più grandi campioni della storia. Tra questi c’è ovviamente Novak Djokovic, il re indiscusso del cemento australiano, capace negli anni di trasformare questo torneo nella sua personale casa.

Novak Djokovic è finita
Per Novak Djokovic non c’è più niente da fare (Foto IG @djokernole – sportitalia.it)

Djokovic arriva anche in questa edizione con l’aura del fuoriclasse assoluto, di chi ha dominato un’epoca e riscritto record che sembravano intoccabili. La sua presenza continua a incutere rispetto, perché parlare del serbo significa parlare di uno dei tennisti più vincenti di sempre. Però, guardando attentamente ciò che sta emergendo in queste prime fasi dello Slam, si ha la sensazione che qualcosa sia cambiato in maniera definitiva. Non è una questione di una singola partita o di un colpo meno brillante del solito, ma di un contesto generale che racconta un’altra storia.

Djokovic: perché per lui é finita e cosa c’entra Sinner

Il tennis di oggi, infatti, sta vivendo una trasformazione profonda. Il pubblico, i media e persino gli addetti ai lavori sembrano ormai avere nuovi riferimenti ben precisi. I riflettori sono costantemente puntati su Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, rispettivamente numero uno e numero due del ranking mondiale, due giovani che si alternano al vertice e che rappresentano senza dubbio il presente e il futuro di questo sport. Il loro tennis è potente, moderno, aggressivo, ma soprattutto è accompagnato da una freschezza mentale che fa la differenza nei momenti chiave.

In questo scenario, per Djokovic è finita un’era. Non nel senso di un addio immediato o di una resa improvvisa, ma come centralità assoluta del movimento. Il passaggio di consegne è ormai sotto gli occhi di tutti. Anche quando Novak scende in campo e offre prestazioni di altissimo livello, la narrazione attorno al torneo ruota sempre più spesso intorno ai duelli generazionali tra Sinner e Alcaraz. Sono loro il volto del tennis contemporaneo, sono loro a incarnare l’immagine dello sport che verrà.

Djokovic addio al tennis
Djokovic è al passaggio di consegne (Foto IG @djokernole – sportitalia.it)

Agli Australian Open questo cambiamento si percepisce chiaramente. Djokovic resta un monumento, un campione capace di spostare ancora equilibri e di rendere ogni partita una battaglia mentale. Però non è più l’unico punto di riferimento. Il pubblico si entusiasma per la velocità di palla di Sinner, per la fantasia e l’intensità di Alcaraz, per una rivalità che promette di segnare i prossimi dieci anni del circuito. È un cambiamento naturale, quasi fisiologico, che nel tennis si è già visto altre volte, da Borg a Sampras, fino al passaggio dai Big Three alle nuove generazioni.

Djokovic lo sa, e probabilmente lo accetta meglio di quanto si possa pensare. La sua grandezza non viene minimamente intaccata da questo nuovo corso, anzi viene ulteriormente valorizzata dal fatto di aver resistito così a lungo ai vertici. Però il messaggio che arriva da Melbourne è chiaro: oggi il tennis ha nuovi padroni. Sinner e Alcaraz non sono più promesse, ma certezze, campioni completi che si scambiano il numero uno del mondo e catalizzano l’attenzione globale.

Per Novak resta il rispetto, l’ammirazione e la consapevolezza di aver scritto una storia irripetibile. Ma agli Australian Open, e non solo, si avverte che il centro della scena si è spostato. Il tennis continua a correre, come ha sempre fatto, e lo fa seguendo il passo delle nuove generazioni. Djokovic rimane una leggenda vivente, però l’epoca in cui tutto girava esclusivamente intorno a lui, ormai, appartiene al passato.

Lascia un commento

Change privacy settings
×