Ha scelto Napoli, come Leopardi, che all’ombra del Vesuvio scrisse “La Ginestra”. Giovane favoloso, ma estremamente concreto.
Poco brasiliano direbbe qualcuno. E come il poeta predicava la “social catena” per resistere alla Natura, così lui mette da parte i funambolismi tipici del calcio bailado, dando il meglio di sè in coro, assieme al resto della squadra. Dimenticate i cliché: niente party sfrenati, uscite modaiole o caos notturno. Sposato, padre di una figlia, ha festeggiato i venti anni con una festicciola intima a tema Spiderman (è un fan dei supereroi), tra costumi rossi e ragnatele finte.

Il carattere Giovane
La sua è tenacia col cuore tenero: nel paese dove hanno scritto che “Nessuno vuole essere Robin”, Giovane potrebbe essere anche Alfred, purché la città sia salva a fine giornata. “La genetica in questo mi ha aiutato, posso sostenere lo sforzo dei 90 minuti”: parole sue, alla presentazione lo scorso luglio col Verona.
Cosa può dare Giovane a Conte
Antonio Conte può sfregarsi le mani, il fisico e l’atteggiamento da marine ci sono tutti. E sono gli stessi che gli permettono di svolgere tutti i ruoli dell’attacco: centravanti, seconda punta o esterno poco importa. Arriva infatti anche per dare un’alternativa tattica: con lui (ed il ritorno di Anguissa), il 3-5-2 si staglia tra le nuvole come il simbolo di Batman. Ma ripetiamo, non diamogli nessun ruolo da eroe: d’altronde fin dalle giovanli niente soprannomi per lui, tutti lo chiamano semplicemente ‘Gio’, e va bene così.
Il percorso di Giovane
Il percorso non è stato sempre facile. Cresciuto a Santa Bárbara d’Oeste a diciassette anni rischiò seriamente di dire addio al calcio: stimoli svaniti, un po’ di scoramento dopo le giovanili, qualche mese di assenza che gli è servito a ricordare però che prima di voler fare il calciatore, gli piaceva giocare a calcio. Con tutto il carico di pressioni che un cambiamento di mentalità può fa svanire. L’agente Rafael Brandino convince il Corinthians a puntare su di lui, ma anche lì è scoppiata la crisi: rifiuta il rinnovo, l’allenatore Ramon Diaz lo attacca in conferenza. Mentalmente forte, si affida a famiglia e amici, convinto che il meglio dovesse arrivare. Verona lo plasma come diamante grezzo, rendendolo un calciatore da 3 gol e 4 assist in 21 partite di Serie A.
Lego e libri
Per rilassarsi, Lego a profusione e biografie di sportivi lette avidamente, per decifrare i segreti dei grandi: il suo modello è Ronaldo, conosciuto anche come “O fenomeno”, emblema del suo ruolo. In bocca al lupo Giovane: in attesa della gara con la Juventus, quello di ieri è stato il tuo Sabato del Villaggio. E te lo sei meritato tutto, ora c’è bisogno anche di te per portare a Napoli la Quiete dopo la Tempesta.






