Alla vigilia di Inter-Juve, ha parlato in conferenza stampa il tecnico dei nerazzurri, Christian Chivu. Di seguito le sue parole.
L’inizio è inevitabilmente concentrato sulla gara dell’andata, che ha visto vincere la Juve alla fine: “E’ una squadra migliorata con l’arrivo di Luciano che gli ha dato un’identità in poco tempo. Sono riusciti a far vedere le idee dell’allenatore. Individualmente i giocatori sono migliorati, è una squadra che mette in difficoltà chiunque. Noi continuiamo a sperare che le prestazioni saranno di buon livello, dovremo avere la stessa determinazione degli ultimi due mesi”, ha detto Chivu.

La rivalità con la Juve
Sulla rivalità storica con la Juve, Chivu ha detto: “C’è qualche stimolo in più sul piano della motivazione, la sfida è trovare la motivazione anche contro squadre inferiori. E’ una gara importante a livello globale per ciò che rappresentano le due società nella storia”.
Juve squadra aggressiva, come d’altronde anche l’Inter. Chivu analizza così la situazione: “E’ importante l’approccio, soprattutto contro una squadra che vuole essere dominante. E’ ibrida, ha mobilità. Hanno più modi per fare male e lo stanno facendo vedere nelle ultime partite. Noi dobbiamo essere pronti, accettare il fatto che a volte il dominio del gioco passa da una squadra all’altra. La Juve ha un alto livello”.
Tematica arbitri
La riforma degli arbitri è un tema scottante da diversi anni: devono diventare professionisti? Chivu risponde così: “E’ una storia che dura da anni, parliamo sempre delle stesse cose anche dopo il VAR. Quando vedrò un allenatore dire ‘l’arbitro mi ha favorito’… Ci si lamenta sempre quando sbaglia contro la propria squadra. Gli errori sono umani, il problema del calcio italiano non sono gli arbitri. Faccio un esempio: se l’Italia non va da 11 anni al Mondiale, la colpa non è degli arbitri. Dobbiamo migliorare in tante cose, ma non sul piano arbitrale. Posto che possono migliorare loro come tutti”.
Sulle questioni relative agli arbitraggi, Chivu ha parlato così: “No, io non temo questa situazione. Non vedo i fantasmi, mi occupo di vedere ciò che fanno i miei giocatori. Sono stato scelto per trovare soluzioni, non per lamentarmi”.
La vigilia
Il tecnico interista si è soffermato sulle sensazioni della vigilia: “Io ho un grande rispetto per le squadre che ho affrontato. Quando ero a Roma c’era la Lazio; nell’Inter il derby e la Juve. Per me è sempre stata una partita normale, non ho mai sentito il peso di un derby o di una gara con la Juve. Ho sempre cercato di essere la miglior versione di me stesso anche contro l’Ascoli, con tutto il rispetto. Questo è il segreto, non creandosi pressioni da soli. La gara è importante, lo capiamo da quanto vale per i tifosi e per le ambizioni della società”.
Il rapporto con Spalletti
Come giudichi lo Spalletti di adesso rispetto a quello che ti ha allenato?
“Per me è migliorato molto, è uno di quelli che era già bravo all’epoca. Sta facendo giocare bene le sue squadre, ha un’identità di gioco precisa. Ho visto qualche partita con lui, ci siamo sentiti al al telefono quando non allenavo. E’ un allenatore che ha tanto da dire e da fare nel calcio, bisogna prenderlo come esempio e modello da seguire per migliorarsi”.