Resa dei conti Sinner, spunta di nuovo Montecarlo: Italia senza parole

Sinner riparte da Doha senza punti da difendere e prova ad avvicinare Alcaraz, mentre fuori dal campo esplode la resa dei conti.

Jannik Sinner ha rimesso piede in campo con la consueta determinazione, pronto a tornare protagonista nel torneo di Doha. Dopo settimane di lavoro mirato, il campione altoatesino guarda avanti con un obiettivo ben chiaro: recuperare terreno in classifica ATP e avvicinare Carlos Alcaraz. Il calendario, infatti, gli tende una mano perché nei prossimi due mesi non avrà punti da difendere, una condizione ideale per accumulare risultati e scalare posizioni. Senza ombra di dubbio è una fase delicata ma potenzialmente decisiva della stagione.

Sinner dibattito residenza
Jannik Sinner e le tasse: emerge l’amara verità (Foto IG @quindici.zero – sportitalia.it)

Eppure, come spesso accade quando si parla di un fuoriclasse, l’attenzione non si concentra soltanto sul rettangolo di gioco. Sinner vive una sorta di resa dei conti mediatica che si ripresenta ciclicamente. Ogni volta che il suo nome torna sotto i riflettori, infatti, il dibattito si sposta su questioni che con il tennis hanno poco a che fare. Stavolta il tema è uno di quelli che accendono discussioni infinite, tra social e talk show, con toni spesso sopra le righe.

Resa dei conti per Jannik Sinner, cosa emerge

Il nodo è quello della residenza fiscale nel Principato di Monaco. Una polemica trita e ritrita che periodicamente riemerge e che coinvolge non soltanto Sinner ma molti altri sportivi di alto livello. Montecarlo è da anni una meta scelta da atleti professionisti per stabilire la propria residenza, e le ragioni sono legate a un sistema fiscale unico in Europa. Nel Principato, infatti, non esiste un’imposta sul reddito personale per i residenti non francesi. I cittadini francesi restano soggetti alla tassazione del loro Paese in virtù di un accordo bilaterale del 1963, ma per gli altri residenti la situazione è differente.

Sinner e le tasse
Jannik Sinner polemica infinita ma spunta la verità (Foto IG @quindici.zero – sportitalia.it)

Non c’è un’imposta patrimoniale e la tassazione su successioni e donazioni tra coniugi e familiari diretti è prossima allo zero, mentre in Italia può variare dal 4 all’8%. Sono numeri che spiegano perché tanti professionisti, non solo nel tennis, abbiano scelto di vivere nel Principato. Però è importante chiarire un aspetto che spesso viene ignorato nel dibattito pubblico.

I tennisti pagano le tasse alla fonte nel Paese in cui disputano il torneo. Questo significa che i premi vinti vengono tassati secondo le regole fiscali dello Stato ospitante. Nei tornei che non applicano ritenute alla fonte, o sui guadagni accumulati e non tassati altrove, entra in gioco la residenza fiscale. A Montecarlo la tassazione sul reddito personale è nulla, mentre in Italia per redditi elevati si può arrivare al 43-45% più addizionali. Inoltre, i redditi generati in Paesi terzi possono essere soggetti a imposizione secondo le convenzioni contro la doppia tassazione.

Insomma, quando si parla di Sinner e delle tasse, spesso si semplifica eccessivamente una materia complessa. La realtà è che il sistema fiscale internazionale degli sportivi professionisti è regolato da norme precise e da accordi tra Stati. Ridurre tutto a uno slogan rischia di essere fuorviante.

Nel frattempo Sinner continua ad allenarsi, concentrato su Doha e sulla rincorsa ad Alcaraz. Per lui il campo resta la priorità assoluta. Le polemiche vanno e vengono, però i risultati parlano una lingua universale. E senza ombra di dubbio, ancora una volta, sarà il tennis a dare le risposte più importanti.

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