A San Siro doveva essere spettacolo puro. Inter contro Juventus: una sfida globale, seguita in tutto il mondo, con uno stadio pieno e un primo tempo degno del palcoscenico.
Due squadre a viso aperto, come pugili che si scambiano colpi senza arretrare di un centimetro. Una partita equilibrata, intensa, viva. La Juventus parte meglio, trova il vantaggio, poi l’Inter reagisce e riporta il match sui binari della parità. Errori, giocate, ribaltamenti di fronte: tutto quello che rende grande il derby d’Italia. Poi, al 40’, cala il sipario, inizia la farsa. Espulsione e polemiche l’episodio che cambia Inter-Juventus.

L’episodio decisivo
Possiamo discutere di calendari, orari, gestione del campionato. Ma non si può accettare che una partita venga indirizzata da un episodio arbitrale che ne cambia completamente l’inerzia.
Con il punteggio in equilibrio, arriva la decisione che spacca la gara. L’espulsione – inesistente, figlia di un trucco vile – modifica assetto tattico, ritmo e risultato. E quando accade in una sfida di questo peso specifico, la risonanza diventa mondiale.
Inter-Juve: precedenti e veleni
Non è la prima volta che Inter-Juventus viene segnata da polemiche. Il precedente storico del contatto Mark Iuliano-Ronaldo resta una ferita aperta nel dibattito calcistico italiano, ma almeno in quella situazione una squadra stava vincendo in modo meritato.
Ma qui il contesto era diverso: partita in equilibrio, tensione altissima, campionato ancora apertissimo, poi dopo la farsa cala il sipario. All’estero hanno visto tutti, un arbitro preso in giro, un nazionale simulatore e un secondo tempo con episodi discutibili.
E allora la domanda è inevitabile: che senso ha pagare per un prodotto che rischia di essere falsato? Perché un tifoso dovrebbe investire in abbonamenti e passione se poi la classifica viene condizionata da errori così pesanti?
Simulazione e cartellini: il caso Bastoni
L’episodio che accende definitivamente la miccia riguarda Alessandro Bastoni. Il difensore nerazzurro, in uno scontro con Pierre Kalulu, cade a terra, chiede il cartellino e festeggia l’ammonizione dell’avversario, invitando il pubblico ad applaudirlo. A fine gara non una parola di scuse, nessun pentimento.
Una scena che fa discutere: secondo molti, il contatto è inventato, con Bastoni che si tocca pure la maglia per mostrare qualcosa che non esiste; per regolamento, la simulazione andrebbe punita con il giallo. E in quel momento, con un’ammonizione già sulle spalle, sarebbe scattata l’espulsione. Altro che vittoria per tre a zero come dice qualcuno che parla a sproposito!
Un giocatore della Nazionale che esulta per un cartellino ottenuto così, manda un messaggio pericoloso. I giovani guardano, imitano, apprendono. Se passa il principio che “furbizia” e pressione sull’arbitro pagano, il danno è culturale prima ancora che sportivo.
Le parole di Chivu e la difesa che fa rumore
A rendere il tutto ancora più esplosivo sono le dichiarazioni di Cristian Chivu nel post-partita. L’allenatore difende Bastoni e richiama presunti tocchi invisibili ai più, bacchettando l’avversario, immemore del suo passato in una partita con il Bari…
Eppure solo il giorno prima si parlava di etica sportiva, di allenatori pronti a riconoscere favori arbitrali. La coerenza, nel calcio moderno, sembra un optional. Da qui il paragone diventa provocatorio: Bastoni e Chivu come Bonnie e Clyde. Uniti nella linea difensiva, vincenti nel risultato, ma al centro di una fuga tra polemiche e indignazione in cui si sono presi i tre punti ma hanno perso la faccia e qualcuno pure l’onore nazionale. Se la nazionale non va ai mondiali e’ perché ci sono leoni tutelati e coccolati nei club che diventano micetti in nazionale.
Mi fa sorridere chi parla di nessun favore all’Inter prima di Inter-Juve, del resto se tu non hai favori ma agli altri tolgono 8/10 punti qualcosa conta no?
Ha provato a mettere una pezza Giuseppe Marotta, abile come sempre e primo ad ammettere l’errore del difensore. Purtroppo sbagliato il riferimento finale alla Juventus, in quella stagione i bianconeri ricevettero errori pesanti e Cuadrado, caso strano finito poi all’Inter, fu l’unico episodio a favore all’interno di un mare di torti, tra cui Juventus-Fiorentina con Cuadrado espulso, indovinate da chi? La Penna! Che caso!
Classifica falsata?
Il campionato “spennato”
La sensazione, tra i tifosi bianconeri e non solo, è che il campionato sia stato “spennato” dal buon La Penna.
Magari la Juventus non avrebbe comunque vinto il titolo. Magari il destino sarebbe rimasto lo stesso. Ma ciò che brucia è la percezione di un trattamento non uniforme.
Quando episodi simili pesano su una classifica già segnata da polemiche e punti persi, il sospetto si insinua. E il danno non è solo per una squadra, ma per la credibilità dell’intero sistema. Ha pagato il Milan che poteva trovarsi a meno sei con la possibilità di andare a meno tre, riaprendo il discorso.
Il calcio vive di passione, rivalità e anche di discussioni infinite ma senza equità, resta solo rumore. E a San Siro, sabato sera, il rumore è stato assordante e qualcuno a livello di immagine ha perso milioni che tre punti non potranno mai restituire.
Possibile un caso Brignone nel calcio?
Concludo con un’immagine quella di Federica Brignone che vince l’oro, fantastica, unica, mitica, ma vedere la seconda e la terza che si inginocchiano per complimentarsi e’ qualcosa di speciale, e’ sport, vero, valori sinceri. I miei figli mi hanno chiesto ma nel calcio succederà mai di vedere un avversario che si complimenta a fine gara ? Beh la risposta potete darvela da sola, se gli esempi sono quelli di Inter-Juventus, possiamo anche guardare oltre… perché dovrei stringere la mano a uno che ha ingannato i valori dello sport e ad un allenatore che si arrampica sugli specchi in sua difesa? Non ho la risposta…