Il derby di Milano non è mai soltanto una partita. Domenica sera lo sarà ancora meno, con l’Inter avanti di dieci punti sul Milan e la possibilità concreta di indirizzare definitivamente la corsa allo Scudetto.
Ma la Stracittadina è anche una partita fatta di destini incrociati. Storie di mercato che potevano andare in modo diverso e che oggi rendono ancora più affascinante la sfida tra le due sponde del Naviglio.

Leao e quell’intuizione dell’Inter prima di Lukaku
Rafael Leao fu vicino all’Inter ai tempi in cui il corteggiamento dei nerazzurri a Romelu Lukaku, allora di proprietà del Manchester United, sembrava troppo oneroso per poter essere concretizzato.
Piero Ausilio ebbe l’intuizione di provare a portare a casa il portoghese che all’epoca giocava nel Lille , ma alla fine Antonio Conte venne accontentato con l’arrivo di Big Rom.
Una storia confermata dallo stesso Leao anche di recente, oggi felice di essere il simbolo dell’altra metà del Naviglio.
Thuram, il Milan prima dell’Inter
Da un attacco all’altro, uno dei simboli dei successi recenti interisti, in particolar modo dell’ultimo Scudetto, ha il volto di Marcus Thuram.
Il francese arrivò all’Inter nell’estate del 2023 con un colpo di scena che cambiò il suo destino. L’allora attaccante del Borussia Mönchengladbach sembrava infatti a un passo dalla firma a parametro zero proprio con il Milan.
Poi la trattativa cambiò direzione e la storia ha scritto i suoi capitoli: Thuram è diventato uno degli uomini chiave della squadra nerazzurra.
De Winter e Akanji, due scelte opposte
Cambiando reparto, Koni De Winter e Manuel Akanji avrebbero potuto fare scelte opposte proprio nel corso dell’ultima estate.
L’ex giocatore del Genoa era stato seguito e apprezzato dagli scout interisti in diverse circostanze, ma l’attuale capolista decise di non affondare il colpo e di non prodursi in un investimento considerato troppo oneroso. Scelta contraria quella del Milan, che dopo un inizio di stagione tra alti e bassi ora si sta godendo il pieno adattamento del suo difensore centrale.
Akanji è invece un vincente per natura. Ne sa qualcosa proprio l’Inter che contro il suo Manchester City perse la finale della Champions League del 2023.
Quando a fine agosto i nerazzurri decisero di chiudere la loro storia con Benjamin Pavard, riuscirono a strappare l’entusiasta sì dello stesso Akanji, che nelle settimane precedenti aveva rifiutato proprio la corte serrata del Milan perché non confacente alle ambizioni cui voleva far corrispondere la sua carriera post Pep Guardiola.
Calhanoglu e il passaggio diretto tra le due sponde del Naviglio
Hakan Çalhanoglu ha fatto il passaggio diretto dal Milan all’Inter tra polemiche che non si sono mai sopite e che continuano a caratterizzare gli sfottò tra i tifosi delle due squadre milanesi.
Una storia che resta una delle più simboliche ed iconiche degli ultimi derby.
Il sogno Modric e gli sberleffi del Real Madrid
Un po’ come accade quando si parla di Luka Modric. Nell’estate del 2018 l’Inter aveva sognato di regalare al suo allenatore dell’epoca Luciano Spalletti il fuoriclasse croato. Un tentativo portato avanti nonostante le restrizioni imposte dal Fair Play Finanziario.
La formula del prestito con diritto di riscatto fu non solo rifiutata da Florentino Pérez, presidente del Real Madrid, ma anche oggetto di sberleffi mediatici che ancora oggi alimentano il folklore delle discussioni tra tifosi. Specie ora che l’ex Pallone d’Oro veste con orgoglio la maglia del Milan di cui non ha mai mancato di professarsi tifoso fin dalla tenera età.
Allegri, l’Inter sfiorata e il destino che ha portato Chivu
Anche Massimiliano Allegri ha sfiorato l’Inter per almeno due volte, sempre a cavallo dell’era Simone Inzaghi.
Prima di strappare il tecnico dell’ultimo scudetto alla Lazio di Claudio Lotito, l’attuale Presidente ed allora AD nerazzurro Marotta cercò infatti di ripetere la staffetta con Antonio Conte dei tempi bianconeri, salvo ricevere il netto rifiuto dello stesso Allegri, che preferì fare ritorno a Torino.
Nell’ultima estate invece il tempismo di Igli Tare fu decisivo nell’ottenere il sì del tecnico livornese proprio nei giorni in cui Inzaghi comunicò ai vertici dirigenziali nerazzurri la sua scelta di voler lasciare Milano dopo la finale di Monaco di Baviera.
Alla fine, sulla panchina nerazzurra arrivò Cristian Chivu. Una decisione che, classifica alla mano, con l’Inter tornata in testa alla graduatoria ed il Milan tornato ampiamente competitivo in linea con ciò che il suo blasone impone, può ragionevolmente dirsi apprezzata da entrambe le sponde della città. Almeno fino a domenica sera.