Chiariamo il “caso” Mercedes, in una F1 che (oggi) non piace a nessuno ma che merita tempo

La nuova Formula 1 debutta tra rivoluzione tecnica e polemiche. I piloti criticano regolamenti e monoposto, mentre il GP d’Australia accende il dibattito su spettacolo e sicurezza. Intanto esplode il caso Mercedes, accusata di sfruttare una zona grigia sul rapporto di compressione.

Che l’inizio della nuova stagione di Formula 1 portasse in dote una totale rivoluzione era prevedibile, con uno stravolgimento tecnico-aerodinamico destinato a riscrivere equilibri e forze in campo. 

E come per ogni rivoluzione che si rispetti è logico non comprenderla immediatamente, anche se il plebiscito di pareri negativi già dopo il primo week end in Australia lascia non poche perplessità. In particolar modo se il coro (quasi) unanime si alza dai piloti, coloro i quali queste nuove monoposto più leggere e performanti dovranno guidarle in tutte e ventiquattro le tappe di un campionato lungo e già, sufficientemente, chiacchierato.

Wolff Mercedes rabbia
Toto Wolff (rFormula 1 Reddit.com) – www.SportItalia.it

I nuovi regolamenti della Formula 1 non piacciono ai piloti

Verstappen l’ha apostrofata come una categoria “sotto steroidi”. Sainz l’ha definita sbagliata e in alcuni contesti perfino pericolosa. Leclerc, durante un team radio, ha paragonato l’aumento del boost in rettilineo al “prendere un funghetto in Mario Kart”.

La riduzione dell’effetto “dirty-air”, con abbassamento del carico aerodinamico, ha consegnato, da subito, un implemento dei sorpassi, passando dai 45 a referto nella Melbourne 2025 ai 120 effettuati nell’edizione di quest’anno, ciò nonostante la qualità degli stessi sorpassi è finita sotto accusa, in uno sport in cui sembrano sparite le “staccate” a vantaggio di calibrati “lift and coast” che consentono di recuperare energia in frenata. In linea con una Formula 1 sempre più efficiente e con minor impatto ambientale, sempre più tecnologica e sostenibile, ma nella quale e almeno per il momento i piloti sembrano elementi spaesati e decentrati dalle dinamiche di gara.

La Formula 1 torni ad essere una competizione

Tuttavia, giusto e doveroso concedere del tempo, dopo un solo GP disputato e con l’incalzante (speriamo fondato) ottimismo di aspettarci che l’evoluzione di questa nuova strada imboccata possa, davvero, intervenire costruttivamente sullo spettacolo e non solo innescare una rocambolesca incertezza che per chi tira i fili, il più delle volte, si trasforma in profitti. Della serie: che si torni a vincere combattendo, e non solo massimizzando le disavventure altrui.

Il caso Mercedes

In tutto questo vortice di sensazioni poco positive ecco il caso Mercedes, dominante per l’intero fine settimana in Australia ma sotto gogna mediatica per il rapporto di compressione del propulsore della sua W17.

La FIA ha introdotto un limite, rigido, di 16:1, la monoposto tedesca lo rispetta a freddo e in fase di omologazione ma raggiunge 18:1 a regime sfruttando la dilatazione dei materiali dei pistoni e delle testate. In sostanza, Russell e Antonelli guidano monoposto con rendimento e sviluppo della potenza superiori a tutti gli altri, approfittando di un’area grigia nell’interpretazione del regolamento. Un bel rompicapo, da risolvere e senza troppi strascichi in una Formula 1 già piena di punti interrogativi.

Change privacy settings
×