Insigne e il retroscena del Napoli: “Quella chiamata mi fece piangere”

Lorenzo Insigne, attaccante del Pescara, ha parlato ai microfoni di SportWeek, raccontando i retroscena del suo passaggio in B e non solo.

Il fantasista ex Napoli, nel corso dell’intervista, ha parlato dei momenti che hanno preceduto il suo approdo al Delfino: “In Serie B avrei detto sì solo al Pescara, la mia carriera non finisce qui. A Napoli sarei tornato anche a piedi per 1.500 euro al mese. Quello con la squadra della mia città non è stato calcio, ma amore. E l’amore non si pesa. Toronto una scelta sbagliata, ma almeno potevo uscire di casa”.

Lorenzo Insigne esulta con la maglia del Pescara
Lorenzo Insigne esulta con la maglia del Pescara

Il carattere

Insigne ha inoltre parlato del suo carattere, svelando un retroscena sul passato nemmeno troppo lontano: “Sono simpatico, ma all’inizio tengo le distanze e passo per essere presuntuoso. Non sono riuscito a farmi capire dai tifosi del Napoli. Euro 2020? Ricordo io che salto addosso a Gigio dopo l’ultimo rigore parato e penso: “Che abbiamo combinato!”. La Nazionale? Se mi chiamano, corro. I tre compagni che porterei con me in ogni squadra? Dico Hamsik, Koulibaly e Mertens. Mentre Zeman mi ha cambiato la vita”.

Retroscena Napoli

Insigne si è anche soffermato su un retroscena riguardante il Napoli: “Quando mi hanno chiamato avevo le lacrime agli occhi. Mia moglie mi ha chiesto se stessi piangendo e le ho detto di sì, perché amo il Napoli”. Parole che raccontano un legame viscerale, mai realmente interrotto. Insigne ha poi commentato i successi più recenti del club senza alcuna invidia: “Sono felice per i due scudetti. Il rammarico resta per i 91 punti, ma per me indossare quella maglia è stata una vittoria ogni giorno”. Infine il pensiero rivolto ai tifosi: “Con il Napoli non è stato solo calcio, è stato amore”. Un sentimento che continua a vivere, anche se le due realtà ora si trovano lontane.

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