Da “Ciao Italia” a “Porca miseria, Italia!”: le aperture sui giornali esteri

Dalla Spagna all’Inghilterra: i principali quotidiani sportivi esteri sbeffeggiano l’Italia dopo l’eliminazione dai playoff Mondiali. Ecco cosa hanno detto.

Una disfatta all’italiana, un disastro clamoroso che dovrebbe portare a un’immediata rivoluzione. Dalla Spagna all’Inghilterra: i principali quotidiani sportivi esteri sbeffeggiano l’Italia dopo l’eliminazione dai playoff Mondiali. Ecco cosa hanno detto.

Disfatta Italia: le aperture all'estero
Disfatta Italia: le aperture all’estero

Italia sbeffeggiata all’estero: le aperture dei quotidiani

L’Equipe in prima pagina non lascia tanto spazio a interpretazioni: “Ciao Italia”, con il volto affranto di Francesco Pio Esposito. Andiamo in Spagna con il Mundo Deportivo: “Italia se vuelve a quedar sin Mundial!”. Ancora più sensazionalistico il titolo di AS, che scrive “Porca miseria, Italia!”. In Inghilterra, infine, il Daily Mail scrive: “The italian bottle-job”. Una disfatta preannunciata e un’Italia sbeffeggiata su tutti i giornali esteri.

Il disastro all’italiana

La mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale non è un caso, non può esserlo. Tutto ciò è il frutto di una programmazione e gestione senza senso.

L’Italia ha perso ai calci di rigore nella finale playoff contro la Bosnia Erzegovina, venendo così estromessa dal tabellone principale del Mondiale che si giocherà in estate. E questa è la pura notizia di cronaca. Si potrebbe parlare della gara, di come si è arrivati alla sfida di Zenica e di qualche scelta discutibile o meno. Ma avrebbe poco senso, perché il problema è ben più grosso.

Italia, un fallimento su tutti i fronti

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, nel post partita in conferenza stampa ha detto chiaramente che non ha alcuna intenzione di dimettersi. Per Gravina è il secondo disastro diretto, per il nostro Paese è il terzo ed è la sintesi di scelte sbagliate e una programmazione che non è mai stata attuata. Dalle mancate riforme dei campionati, partendo da quello Primavera per arrivare alla Serie D, poi la C, B e infine la A. 

Il fallimento dell’Italia, il terzo consecutivo, è il frutto di scelte sbagliate, di persone che non hanno capito che il calcio – nel nostro Paese – ha sempre avuto un ruolo di primo, primissimo piano. A volte basterebbe assumersi le proprie responsabilità. Ieri si è raggiunto un fondo che era stato toccato già da tantissimo tempo. Ma adesso lo scenario è cambiato, e siamo arrivati a questo punto di non ritorno a causa di scelte folli che con questo sport non hanno nulla a che vedere. L’ennesimo disastro all’italiana dovrebbe portare a un ribaltamento totale, a una demolizione collettiva per provare a rinascere dalle ceneri. Se ne son rimaste. Ma sarà davvero così, oppure siamo di fronte all’ennesima barzelletta all’italiana?

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