È un campionato agevolato: in due settimane l’Inter ha trovato il lasciapassare per il titolo, mentre le concorrenti sono scomparse, sciogliendosi come neve al sole.
Quali sono le ragioni di questo crollo che ha reso il campionato interessante solo per la corsa Champions League e la retrocessione?
Da torneo combattuto siamo passati a uno più noioso, con pochi gol, tante partite poco emozionanti e numerosi errori arbitrali.
Lo scorso anno era andata meglio e, fino all’ultima giornata, la lotta era stata appassionante, anche se i punti della prima erano inferiori a quelli dell’Inter di Chivu.
Troppo forti i nerazzurri o demeriti altrui? Se il Milan perde tanti punti contro squadre meno attrezzate, lasciando spazio a Cremonese, Parma e Pisa, qualche problema c’è. Se il Napoli nelle ultime due giornate lascia quattro punti tra Parma e Lazio, oltre ai tanti stop stagionali, è evidente che qualcosa non funziona.
Lo stesso vale per la Juventus che, al netto di essere la squadra più penalizzata dagli arbitri (statistiche alla mano), paga anche l’incapacità di concretizzare, a partire dai rigori, con diversi punti persi, oltre agli errori contro il Cagliari.
L’Inter vincerà con merito, ma il fatto che, tra le prime quattro, abbia battuto solo la Juventus, complice anche l’episodio di Kalulu, lascia qualche interrogativo nel valutare meriti propri e demeriti altrui.

Demeriti a Napoli
Demeriti pesanti per il Napoli: si poteva e si doveva fare meglio. Le ultime due partite sono state al di sotto delle aspettative e, se i partenopei perderanno il secondo posto, sarà l’ennesima delusione di una stagione già segnata dall’eliminazione da Coppa Italia e Champions League, non all’altezza di chi portava lo scudetto sul petto. Possiamo parlare di infortuni o di mercato sbagliato, ma la realtà resta questa.
Spalletti come Allegri-bis: tra campo e mercato
È la settimana di Milan-Juventus e la squadra di Luciano Spalletti ci arriva con 63 punti, un rendimento in linea con quello della Juventus di Massimiliano Allegri negli ultimi tre anni. L’ex tecnico bianconero, infatti, alla 33ª giornata aveva raccolto due volte 63 punti e una volta 64, centrando sempre l’obiettivo Champions League, poi revocato in un’occasione per la nota penalizzazione.
Spalletti non parla apertamente di obiettivi, ma sa che la sfida di domenica è fondamentale. Una vittoria non significherebbe solo terzo posto momentaneo, ma anche crescita, consapevolezza e fiducia.
La Juventus, fuori dalla Champions League, deve guardarsi alle spalle: i cinque punti sul Como sono in realtà quattro, considerando gli scontri diretti. Serve massima concentrazione.
Spalletti sa anche che un’eventuale qualificazione in Champions League potrebbe incidere sul mercato, con possibili intrecci proprio con il Milan: da Lewandowski a Goretzka, fino al futuro di Vlahovic.
Per questo la sfida di domenica vale doppio: campo e mercato. In trasferta contro una big, la Juventus non ha mai vinto: ha perso a Napoli, è stata penalizzata a Milano, ha perso male a Como e si è salvata a Roma. Solo a Bergamo si sono visti segnali positivi, ma con grande fatica.
Il Milan non è al massimo, ma Allegri resta un allenatore esperto. Domenica capiremo se Spalletti sarà più vicino al suo obiettivo o se il campionato continuerà a somigliare al gioco dell’oca: tutti fanno un passo avanti e due indietro, tutti, tranne l’Inter.