Sono giorni delicati per il mondo del calcio italiano. Le notizie dell’inchiesta della Procura di Milano sugli arbitri non possono lasciare indifferenti appassionati e tifosi. Segui su SPORTITALIA gli ultimi aggiornamenti sull’inchiesta con un live testuale che vi spiega approfonditamente ogni passaggio.
Gli aggiornamenti in diretta
15:15 A Radio Crc le parole di Antonio D’Avirro, avvocato di Gianluca Rocchi. “Domani decideremo come rispondere all’invito a comparire per il 30 aprile: se andare oppure avvalerci della facoltà di non rispondere. Non conosciamo i dettagli dell’accusa di concorso in frode sportiva, siamo in una situazione di oscurità totale. Gli elementi di accusa li ignoriamo, non ci sono noti, ecco perché stiamo valutando che iniziativa prendere. Non presentarsi può essere un’ipotesi valida, devo confrontarmi oggi con il cliente e domani prenderemo una decisione e rilasceremo un comunicato. Come sta Rocchi? Bene non sta, si trova coinvolto in una tempesta. Nonostante sia una persona forte e capace, la contestazione di frode sportiva è pesante e quindi lui è molto colpito”.
15:00 Alla sede del Coni prima dell’audizione al Collegio di Garanzia, il presidente dell’Aia Antonio Zappi: “Uno sportivo affronta le partite che gioca sempre con fiducia e grande speranza. Chi è accusato di atti che non ha commesso, o disciplinarmente non rilevanti, ha la speranza di incontrare un giudice che lo riconosca. Caso Rocchi? Ho altri problemi da risolvere. Ci sarà tempo e modo per parlarne”.
14:00 Massimo De Santis, figura centrale delle cronache di Calciopoli nel 2006 e oggi impegnato nella professione legale, è tornato a parlare in una lunga intervista concessa al Corriere della Sera. “Calciopoli è stata un’occasione persa. Io sono stato condannato (un anno in Cassazione per associazione a delinquere, ndr), quella però fu un’inchiesta in cui non ci fu la voglia di cercare la verità, bisognava solo dimostrare un teorema. Due cose. La prima: per come è strutturata, la Procura federale è inutile. La seconda: Rocchi doveva andar via tanto tempo fa, ma la Figc ha preso il sopravvento sull’Aia e l’ha protetto. Dirige arbitri che non sono cresciuti. Lui adesso, e Rizzoli prima, si sono avvantaggiati dell’azzeramento di una classe arbitrale e di una classe dirigente che contava su Paparesta, Pieri e Dattilo, tutti top, tutti migliori”.
Poi: “Non ci vedo nulla di male se un dirigente si confronta con un designatore. Tutti parlano della bussata di Udinese-Parma. Non mi interessa. A far pensare male sono le spiegazioni, che venivano pubblicamente date da Rocchi e dai suoi uomini a “Open Var”, a volte diametralmente opposte su episodi simili. Il Var per come è utilizzato fa sospettare. L’errore dovrebbe essere quasi azzerato. E invece come puoi convincermi che tra campo e Var si continui ancora a sbagliare? Come puoi convincermi che il fotogramma del fuorigioco sia fatto al momento giusto? Due soluzioni concrete: il Var a chiamata, come si fa in Serie C. E cambiare il sistema dei voti: come può un osservatore con poche gare dirette, magari nei Dilettanti, giudicare un arbitro di A? Troppo facile influenzarlo”.

13:00 Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia, è intervenuto sul “caso Rocchi” attraverso le colonne del Foglio: “E’ il solito schema. Basta un avviso di garanzia per chiedere e pretendere conseguenze irreversibili. E’ incivile che un provvedimento a tutela dell’indagato rappresenti un macigno reputazionale, prima ancora che la difesa abbia detto una parola. Il fatto che l’inchiesta riguardi uno sport popolare, produce effetti mediatici ancora maggiori. I giornali, in cima ad ogni articolo dovrebbero ricordare ai lettori che ogni anno 400 mila persone vengono indagate e poi archiviate. Una mera contestazione è presa dai media per oro colato, quando sappiamo che molte di queste vengono poi smentite alla prova dei fatti. Servirebbe più cautela da parte della stampa a tutela di chi è indagato, ma anche dei cittadini che non necessariamente hanno le competenze giuridiche per comprendere la valenza degli atti di un procedimento penale. E bisognerebbe evitare di trasformare un mero atto di indagine in una sentenza”.
Trasferimento dell’indagine a Monza?
12:00 Secondo quanto riportato da Today e dall’Ansa, le indagini traggono origine da una denuncia relativa a Inter-Verona (2024) e dall’esposto dell’ex guardalinee Domenico Rocca. Sotto la lente dei magistrati figurano episodi controversi in Udinese-Parma (marzo 2025), la designazione di Bologna-Inter (aprile 2025) e presunti accordi per evitare arbitri “sgraditi” (come Daniele Doveri) in match decisivi e nella finale di Coppa Italia. Il fascicolo potrebbe presto essere trasferito per competenza territoriale alla Procura di Monza: il centro di controllo VAR si trova infatti a Lissone, ricadendo geograficamente sotto la giurisdizione brianzola.
10:00 L’inchiesta della Procura di Milano sull’Associazione Italiana Arbitri si aggrava. Gianluca Rocchi, designatore di Serie A e B, si è autosospeso per rispondere dell’accusa di concorso in frode sportiva. Oltre ai dubbi su specifiche partite, le indagini di Repubblica rivelano una rete di contatti “fittissima” tra Rocchi e i dirigenti di ben 29 club. Mentre Rocchi sarà interrogato giovedì 30 aprile, la Procura FIGC attende gli atti. Qualora emergessero pressioni o contatti illeciti, il rischio per i club è quello di sanzioni per responsabilità oggettiva (multe o penalizzazioni). La dichiarazione di Gianluca Rocchi: “Ho sempre agito correttamente”. L’inchiesta punta a chiarire se la distinzione tra chi giudica e chi è giudicato sia stata compromessa da una gestione opaca dei rapporti di potere.
Inter-Roma: “Fatti i fatti tuoi”
9:00 L’inchiesta della Procura di Milano sull’AIA si allarga, coinvolgendo le testimonianze di 29 arbitri che denunciano il cosiddetto “sistema Rocchi“. Il designatore è accusato di mantenere rapporti illeciti con i club per tornaconto personale. Al centro delle indagini figura il match Inter-Roma del 27 aprile 2025. L’ex assistente Domenico Rocca contesta la disparità di trattamento rispetto ad altre gare: “Perché Rocchi si alza per “bussare” per richiamare Paterna Var e Sozza Avar in Udinese-Parma e invece in Inter-Roma, Gervasoni, supervisore di giornata, non “bussa” ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto […] a favore dell’Inter? Errore grave, che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli?!”
Secondo le ricostruzioni, nonostante il fallo evidente di Ndicka su Bisseck, il VAR avrebbe zittito l’assistente su input del supervisore Gervasoni: “fatti i fatti tuoi”. L’audio di quel confronto, che avrebbe influenzato la corsa scudetto, non è mai stato reso pubblico.