Inter, scudetto meritato nel nulla, dubbi sulla calcolatrice, però! Juve malata, Milan quasi, pericolo Champions?

Si è chiusa la corsa scudetto con la meritata vittoria dell’Inter. Vincere con tre turni di anticipo significa aver fatto nettamente meglio degli avversari, indipendentemente dal fatto che questi abbiano risposto o meno alle aspettative.

La formazione nerazzurra ha rispettato pienamente le attese e merita i complimenti per il successo e per la capacità di superare con continuità le squadre di medio-bassa classifica, concedendo solo pochi passi falsi contro quelle di alto livello.


Inter dominante e scudetto senza discussioni

L’Inter ha fatto ciò che altre squadre non sono riuscite a fare, a partire dalla Juventus. Basti pensare ai punti lasciati dai bianconeri contro Verona, Lecce, Sassuolo e Cagliari: punti che invece l’Inter ha saputo conquistare, dimostrando maggiore solidità e continuità. Ha lasciato solo le briciole agli avversari, meritando pienamente questo scudetto. Del resto, in un campionato di 38 partite, i valori emergono in modo chiaro e inequivocabile. Chi vince sul campo merita sempre di festeggiare: è la squadra più forte, quella che ha dimostrato di esserlo con costanza. È quindi giusto che in casa nerazzurra si godano il titolo. Ci sarebbe eventualmente da discutere sul conteggio degli scudetti, in particolare su quello del 2004/2005, tema su cui si potrebbe aprire un lungo dibattito. Gli scudetti si vicino sempre sul campo e vedere alcuni quotidiano che lo inseriscono con foto di protagonisti non protagonisti è un falso. Ma andiamo oltre, la calcolatrice ce l’hanno tutti.

Juve malata tra errori e rimpianti

Passando alla Juventus, i bianconeri si sono dimostrati ancora una volta vittime delle proprie contraddizioni e dei propri limiti. Una squadra capace di creare gioco, ma anche di esporsi a errori gravi, come accaduto contro il Verona. Una squadra anche un pò sfortunata, Di Gregorio che non arriva sul tiro di Bowie, Montipò che devia il tiro di Zhegrova sul palo interno, ma la fortuna te la devi andare a prendere. È l’ennesima dimostrazione di una squadra che continua a ripetere gli stessi errori, come un disco rotto. I quattro punti persi su sei contro il Verona rappresentano una macchia pesante in questo campionato, che rischia di compromettere la corsa alla Champions League. Ma sono considerazioni già fatte dopo le gare con Lecce, Sassuolo e Cagliari, partite in cui spesso il portiere avversario è risultato il migliore in campo. La Juventus continua a mostrare una discontinuità preoccupante. E se tra i peggiori in campo figurano giocatori chiave come Bremer, Locatelli, McKennie e Yildiz, allora è inevitabile guardare con apprensione alle prossime tre partite. I bianconeri restano comunque artefici del proprio destino: la qualificazione in Champions League dipende ancora da loro. A differenza della scorsa stagione, non sarà necessario sperare nei risultati degli altri, ma sarà fondamentale non commettere più errori. Quanto visto contro il Verona è l’ennesima prestazione negativa di una stagione che sembra la copia della precedente, fatta di buoni propositi puntualmente smentiti dai fatti. Ci chiediamo che mercato sarà se si fallirà l’obiettivo. I grandi nomi ventilati, forse si scioglierebbero come neve al sole.

Milan incerto e corsa Champions aperta

In questo scenario, anche Roma e Como potrebbero rientrare con forza nella corsa Champions, mentre il Milan, dopo la sconfitta contro il Sassuolo, sembra attraversare un momento simile a quello della Juventus. I rossoneri hanno forse un calendario più favorevole, ma affronteranno comunque avversari insidiosi. Vi avevamo parlato del finale di stagione di Allegri con la Juventus di due anni fa, andatevi a vedere i punti, c’è da preoccuparsi! Colpisce il contrasto tra un’Inter dominante e una Juventus e un Milan in evidente difficoltà. Squadre con errori di mercato, squadre che usano l’algoritmo, squadre che non hanno un Giuseppe Marotta in società, il vero artefice dei successi nerazzurri, 11 scudetti, è lui il re del calcio italiano. Il momento di difficoltà di Juve e Milan rispecchia le difficoltà del calcio italiano, il cui declino viene spesso fatto risalire al 2006: un anno spartiacque che ha cambiato profondamente il sistema, senza però portare i miglioramenti sperati, come in tanti auspicavano.

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