Dopo l’attacco di Maurizio Sarri per la probabile decisione di disputare il derby di Roma alle 12.30, nella stessa giornata degli Internazionali d’Italia, ha parlato anche Andrea Abodi.
Continua a tenere banco la probabile decisione di giocare il derby di Roma alle 12.30 il 17 di maggio, stesso giorno delle finali degli Internazionali d’Italia. Dell’argomento dopo Maurizio Sarri, allenatore della Lazio e Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma, è intervenuto ora anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi che ha detto la sua. Abodi si è voluto augurare che non si pensi solo alle condizioni di chi va in campo ma anche di chi deve raggiungere lo stadio, auspicandosi che la Lega prenda la decisione corretta in ogni forma.

Le parole di Abodi
“Aspetto una decisione formale. Per il resto mi auguro che si tenga conto del fattore decisivo, che non è soltanto quello delle condizioni per chi gioca in campo, ma delle condizioni per chi va allo stadio“. Lo dice il ministro dello Sport Andrea Abodi in un punto stampa al Parlamento europeo a Bruxelles rispondendo a una domanda sulla gestione dell’ordine pubblico in vista del derby di Roma e degli Internazionali d’Italia, la cui finale maschile è in calendario domenica 17 maggio. “Io mi auguro che la Lega sappia valutare le contestualità, tenendo conto che il Foro Italico è organizzato in modo tale da poter sopportare questo carico, ma io credo che avrebbe un senso evitare un sovraccarico“, ha aggiunto. Nelle intenzioni della Lega c’è l’idea di far giocare la stracittadina romana domenica alle 12.30, per evitare una sovrapposizione con la finale del torneo di tennis prevista alle 17.
Le parole di Sarri
“L’orario del derby alle 12.30 è un insulto a Roma, ai club e ai tifosi: qualcuno deve pagare”. Il tecnico della Lazio ha poi attaccato direttamente chi ha gestito la programmazione: “Gli orari degli Internazionali di Tennis si sanno da due anni. Se chi fa il calendario in Lega non capisce questa cosa, deve dimettersi”.
Parole forti, che trasformano il tema organizzativo in un caso politico-sportivo. Sarri ha annunciato anche una forma di protesta mediatica: “Io non farò interviste per protesta”. Una presa di posizione netta, destinata ad accompagnare tutta la settimana che porterà al derby.