Dopo anni tra Bayern Monaco, Borussia Dortmund e Germania, Süle ha scelto di fermarsi a soli 30 anni: decisiva la fatica mentale legata al recupero dagli infortuni.
L’ex difensore centrale di Bayern Monaco e della Nazionale tedesca Niklas Süle ha annunciato al podcast tedesco Spiemacher la decisione di ritirarsi dal calcio giocato a soli 30 anni. Il giocatore, classe 1995, compirà solo 31 anni il prossimo 3 settembre ma ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo.
Un pensiero che lo ha perseguitato negli ultimi giorni. In forza al Borussia Dortmund dal 2022, quando aveva lasciato il Bayern a parametro zero, solo pochi giorni fa Süle aveva subito quello che sembrava l’ennesimo grave infortunio della sua carriera. Il giocatore, nativo di Francoforte, durante Hoffenheim-Borussia Dortmund era stato sfortunato protagonista di un episodio incredibile.
La fatica mentale nell’immaginare un eventuale recupero però gli hanno fatto dire basta.

La diagnosi positiva
Cadendo durante un tentativo di opposizione a un tiro, Niklas aveva subito un infortunio e aveva anche provocato un calcio di rigore contro la sua squadra. Quello che era apparso immediatamente com un brutto ko, visto il suo viso sofferente, è diventato una presa di coscienza della fatica mentale a cui si stava sottoponendo.
Per Süle fortunatamente non si trattava come temuto della lesione del legamento crociato del ginocchio. Per il tedesco infatti sarebbe stata la terza lesione a un legamento crociato in carriera. Un infortunio tanto grave da tenerti come noto fuori per almeno metà stagione per via del lunghissimo recupero. A maggior ragione un calciatore come il tedesco dotato di un fisico imponente e perciò obbligato a un lungo recuperare senza certezze.
A maggior ragione per un calciatore che solo un mese prima era rientrato da un problema fastidioso come la pubalgia. Insomma, sarebbe stato l’inizio di un incubo. Ma la risonanza magnetica ha dato esito negativo. E contrariamente a quanto si potesse immaginare, quell’esito positivo ha reso chiaro al calciatore classe 1995 quale fosse il suo destino
L’addio al calcio
Süle ha descritto così la decisione di dire basta dopo l’ultimo infortunio: “Dopo l’ultimo infortunio al ginocchio, sono andato sotto la doccia e ho pianto per dieci minuti. I primi test medici sembravano dare per certa la lesione del crociato. In quel momento ho pianto. Ho pensato: ‘Si è rotto’. Il giorno dopo una risonanza magnetica mi ha dato esito negativo: nessuna lesione. Lì ho capito che non ci sarebbe stato niente di peggio che arrivare all’estate per stare coi miei figli e poi dover affrontare una eventuale nuova lesione al crociato”.