Giunge all’epilogo presso la Procura di Milano l’attività inquirente relativa al giro di scommesse che ha profondamente turbato il panorama calcistico nel biennio 2021-2023: ecco le decisioni di Sandro Tonali e Nicolò Fagioli.
I due centrocampisti, rispettivamente di Newcastle e Fiorentina, nomi già colpiti dai provvedimenti inibitori della giustizia sportiva, hanno regolarizzato la propria situazione in sede penale. Entrambi hanno patteggiato: Tonali, beneficiando della riduzione di un terzo del computo totale per una sanzione pecuniaria pari a 78.250 euro; Fagioli ha ricevuto una condanna a trenta giorni di reclusione, pena che ha tuttavia beneficiato della sospensione condizionale. Come si legge sull’edizione odierna de Il Corriere della Sera, l’accusa, oltre alle scommesse, era la promozione di piattaforme illegali.

Inchiesta Scommesse: Fagioli e Tonali patteggiano
L’attività investigativa ha portato alla luce un singolare protocollo per l’estinzione delle pendenze economiche maturate in debiti di gioco tramite trasferimenti bancari indirizzati a una società milanese, con transazioni che prevedevano la compravendita di orologi di prestigio. Per i tre soci della gioielleria una pena di 2 anni e 6 mesi, mentre per due organizzatori del giro di scommesse 2 anni e, 2 anni e 3 mesi, scrive l’ANSA.
⚽ I calciatori Sandro Tonali e Nicoló Fagioli patteggiano l’uno 78.250 euro, e l’altro un mese di arresti a Milano ma col beneficio della sospensione condizionale della pena, nell’inchiesta sugli atleti (tra cui una dozzina di calciatori di serie A) che nel 2021-2023 giocavano… pic.twitter.com/6YPsyL75xA
— RTL 102.5 (@rtl1025) May 7, 2026
Ulteriori diciotto soggetti, tra cui i vari Perin, McKennie, Paredes, Di Maria, Bellanova, Ricci e altri, hanno beneficiato dell’estinzione del reato attraverso il versamento di un’oblazione di 258 euro. L’addebito riguardava l’utilizzo di portali di gioco privi di autorizzazione, sebbene le puntate fossero limitate principalmente al poker e non avessero mai interessato l’ambito calcistico. Con queste sentenze, la magistratura milanese archivia un capitolo buio del professionismo sportivo affiliato alle reti del gioco d’azzardo.