Il peso delle scelte: l’Inter rinnova, il Milan chissà

A Scudetto acquisito, anche le opinioni mediaticamente più “morbide” nei confronti della dirigenza del Milan sono venute meno. I tifosi rossoneri hanno, al contrario, inaugurato una petizione per dimostrare il loro dissenso nei confronti dell’Amministratore Delegato Giorgio Furlani, raccogliendo il supporto di oltre 20mila firme nel giro di poco più di due giorni.

Una manifestazione forte ed inequivocabile alla quale potrebbe seguire quella di San Siro a margine della sfida di campionato contro l’Atalanta, decisiva per una corsa Champions League che Max Allegri e la sua squadra non possono proprio fallire.

Che c’entra lo Scudetto? Nulla in maniera diretta, ma molto per entrare nelle pieghe della passione del tifo milanista, che si trova inevitabilmente a paragonare i risultati sul campo di una squadra concittadina che si trova più o meno nelle medesime condizioni a livello di proprietà.
Sia Inter che Milan sono rette da fondi di investimento, con tutto ciò che ne consegue, sia nel bene che nel “male”. E se, dal punto di vista della gestione economica, entrambe le società sono rivolte alla ricerca della stabilità ad ampio raggio con risultati più che apprezzabili, è netta la demarcazione per quanto riguarda i risultati raccolti dal campo, che poi sono ciò per cui il tifoso, rossonero o nerazzurro che sia, vive.

La differenza tra i modelli dirigenziali di Inter e Milan

In casa Milan sembra diventata una sgradevole abitudine quella di accogliere i mesi primaverili con i costanti “spifferi” di possibili cambiamenti e rivoluzioni sia dal punto di vista del management che, di conseguenza, da quello della guida tecnica. Dall’altra parte del Naviglio, quella nerazzurra, il triumvirato (Marotta-Ausilio-Baccin) non è mai stato messo in discussione e riceve dalla proprietà le massime deleghe per poter proseguire nella propria illuminata reggenza.

È il punto di partenza dal quale si dispiegano poi tutti i ragionamenti successivi, compresi quelli legati al calciomercato ed all’influenza di agenti ed intermediari che, da una parte, hanno un peso specifico molto più elevato rispetto a quello della sponda opposta della città meneghina.

Il tentativo di normalizzazione rossonera, tradottosi all’incirca un anno fa con la scelta di assumere Igli Tare nel ruolo di Direttore Sportivo, si è poi scontrato con dinamiche molto più complesse e articolate che troppo spesso hanno portato a porsi quantomeno il dubbio legato a chi fosse realmente l’ispiratore di questa o di quella operazione di mercato condotta dal Milan nelle ultime sessioni.

Ragionamenti che, sul fronte nerazzurro, non hanno avuto ragione d’essere per una demarcazione dei ruoli decisamente più marcata e meno suscettibile di “imbastardimenti” dovuti ad influenze esterne rispetto al management.

Un punto di partenza da risolvere il prima possibile, magari concedendo maggiore centralità nelle scelte all’apparato tecnico che, in fin dei conti, sarebbe letteralmente quello deputato per farlo, ed evitando di rendere noto un potenziale acquisto (Mateta, il caso limite) a poche ore dalle visite mediche di rito, peraltro fallite.

Inter avanti sulla continuità: rinnovi e programmazione

Al di là delle rimostranze legate al passato recente o meno recente, tanto al Milan quanto all’Inter si stanno portando avanti linee di programmazione per costruire un futuro ad alto tasso di competitività. Sul fronte nerazzurro, tanto per cambiare, i dubbi gestionali sono sostanzialmente inesistenti.

Abbiamo raccontato in tempi non sospetti, quelli della “crisi” post eliminazione in Champions League, che la posizione di Cristian Chivu sarebbe stata resa più forte ed inattaccabile con un rinnovo di contratto con tanto di adeguamento a fine stagione. Cosa che accadrà. Allo stesso modo dovrebbero essere spazzati via anche i dubbi legati alla continuità dello staff dirigenziale, con un prolungamento in vista anche per Piero Ausilio che metterà a tacere i corteggiamenti pesanti che pure ci sono stati nei suoi confronti.

Uno sviluppo che sta portando a contatti sottotraccia e trattative di cui abbiamo già parlato e che saranno destinate ad avere ulteriori aggiornamenti già nelle settimane a venire, tanto in entrata quanto in uscita.

Il Milan tra Champions, mercato e nuove incognite

Si sta muovendo anche il Milan. Per quanto possibile. Anzitutto c’è una qualificazione alla prossima Champions League che potrebbe spostare gli equilibri dei possibili investimenti, e chissà anche determinare gli interpreti che si andrebbero ad incaricare dell’ennesima restaurazione cui l’organizzazione dirigenziale e tecnica sarebbe sottoposta.

Il lavoro di programmazione ha posizionato i rossoneri in una posizione di assoluto vantaggio per il corteggiamento allo svincolato Leon Goretzka, al punto tale che, secondo quanto ci risulta, da Monaco di Baviera non ci sono più molti dubbi rispetto al fatto che la scelta del classe 1995 premierebbe proprio il Milan.

Ci sarà poi da gestire la situazione di Rafa Leao, in sospeso tra la volontà di giocare nel ruolo nel quale si è sentito più valorizzato e le attuali esigenze di squadra che lo hanno portato spesso e volentieri a fare la prima punta, con risultati troppo altalenanti per poter essere riproposti ad ampio raggio.

Proseguirà quindi la ricerca di un centravanti, nella speranza che questa volta il profilo scelto si riveli quello giusto. Gabriel Jesus è stato proposto da quelli che sarebbero diventati i suoi nuovi agenti già a gennaio, ed è un nome che resta nei radar. Così come restano aperte le piste, troppo onerose al momento, legate alle richieste di un altro svincolato di lusso come Lewandowski, senza dimenticare la sempreverde idea Dusan Vlahovic.

Insomma, lavori in corso, che verrebbero accettati di buon grado anche da una piazza in subbuglio, a patto che si percepisca finalmente quella chiarezza nella costruzione, indispensabile perché il progetto in questione possa essere di successo.

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