Fuorigioco, cambia tutto: sembrerà di stare in un videogioco

  • La tecnologia applicata al mondo dello sport è sempre più importante al giorno d’oggi: ora la FIFA vuole migliorare il fuorigioco
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Il fuorigioco è da sempre la regola per eccellenza più discussa. A causa di una “questione di centimetri” sono stati annullati gol regolari, si sono persi match fondamentali e anche decisi campionati e coppe.

Certo, per quanto l’occhio umano possa essere allenato il rischio di incappare in un abbaglio è sempre dietro l’angolo. Oggi come oggi, con l’introduzione del VAR, gli errori in questo senso sono stati praticamente annullati: il guardalinee di norma lascia correre l’azione, ci penserà poi la VAR room a stabilire se l’attaccante è in gioco o meno.

La tecnologia applicata allo sport assume un ruolo sempre più importante, cercando di minimizzare ogni tipo di errore umano. E ora sotto la lente d’ingrandimento della FIFA sono finiti addirittura i tempi di risposta per prendere una decisione.

Fuorigioco, il sistema automatizzato al vaglio della FIFA

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Spesso, soprattutto nei casi al limite, gli arbitri si trovano a fermare il gioco per alcuni minuti in attesa che vengano tracciate le linee e le proiezioni delle parti del corpo dei giocatori e stabilire infine se il calciatore in questione è in fuorigioco.

Per evitare queste lunghe pause la FIFA sta cominciando a sperimentare due tecnologie parallele riguardanti l’offside: quello semi-automatico e quello totalmente automatico.

Entrambi i tipi si basano sull’utilizzo del GPS che, in tempo reale, può trasmettere la posizione dei calciatori: un po’ come avviene nei videogame calcistici, tipo FIFA21 o PES.

Il sistema semi-automatico, già sperimentato durante il Mondiale per Club, trasmette il segnale in sala VAR e successivamente sarà l’occhio degli arbitri a valutare il tutto. Quello full-automatic, invece, invierebbe un impulso direttamente al guardalinee che potrà dunque sbandierare in totale sicurezza. Esattamente l’equivalente di ciò che succede per la goal-line technology.

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Nel frattempo bisognerà capire se la regola del fuorigioco sarà modificata: Infantino continua a spingere per un sistema più soft, che permetterebbe agli attaccanti di restare in gioco se almeno una parte “utile” del corpo si trova dietro al penultimo difensore.

 

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