Il dramma di Berrettini: c’è un timore che spaventa Matteo

La frase che ha colpito di più non riguarda il dolore. Né la sconfitta. Matteo Berrettini, dopo il ritiro nei quarti di finale del Roland Garros contro Matteo Arnaldi, ha lasciato Parigi con una speranza che racconta molto più di qualsiasi bollettino medico: “Speriamo di rivederci a Wimbledon”.

Una frase semplice. Ma quando arriva da un giocatore che ha appena abbandonato uno Slam per problemi fisici, assume tutto un altro significato. Perché oggi il vero timore è proprio quello: che Wimbledon, il torneo che più di ogni altro ha segnato la carriera di Berrettini, possa essere seriamente a rischio.

Il problema accusato contro Arnaldi è apparso subito preoccupante. Prima il medical time-out, poi i movimenti sempre più limitati, infine la decisione di fermarsi quando era evidente che il fisico non gli permetteva più di competere ad alto livello. Una scena già vista troppe volte negli ultimi anni.

Berrettini, una carriera frenata dagli stop

Il vero avversario di Berrettini, da diverso tempo, non sembra essere dall’altra parte della rete. Negli ultimi anni il romano ha dovuto convivere con una serie impressionante di problemi fisici.

Caviglia, addominali, piede, problemi muscolari, malanni che lo hanno costretto a saltare tornei e intere porzioni di stagione. Una sequela impressionante di stop che hanno condizionato la sua carriera, soprattutto dal 2022 in poi: quello è stato l’anno in cui ha dovuto rinunciare a Wimbledon da grande favorito.

Berrettini al Roland Garros
Wimbledon a rischio per Berrettini (Instagram Matteo Berrettini) – Sportitalia.it

Non è andata meglio negli anni a seguire: nel 2025, ad esempio, non ha potuto prendere parte a Roland Garros e Us Open, mentre quest’anno ha rinunciato per problemi fisici agli Australian Open. Eppure ogni volta è riuscito a tornare.

Magari con una classifica peggiore. Magari dovendo ripartire da tornei minori. Ma è sempre tornato. Per questo motivo le prossime settimane saranno decisive.

L’erba londinese rappresenta il terreno preferito di Berrettini. È il torneo della finale raggiunta nel 2021, delle grandi vittorie contro i migliori del circuito, del tennis che meglio si adatta alle sue caratteristiche.

Proprio per questo l’ipotesi di dover rinunciare ancora una volta a Wimbledon fa particolarmente male. Al momento non esistono certezze sui tempi di recupero. Serviranno esami, valutazioni e qualche giorno per capire la reale entità del problema. Ma il fatto che sia stato costretto a fermarsi nel momento più importante del Roland Garros lascia inevitabilmente spazio a dubbi e preoccupazioni.

Berrettini conosce bene questa sensazione. La conoscono bene anche i suoi tifosi. Ogni volta che il fisico lo tradisce torna la stessa domanda. Non se riuscirà a tornare. Ma quando.

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