Domenico Tedesco si è presentato al Bologna in conferenza stampa, partendo dai ringraziamenti per la società che gli ha affidato questo incarico.
Domenico Tedesco si è presentato al Bologna in conferenza stampa, partendo dai ringraziamenti per la società che gli ha affidato questo incarico. Ecco che cosa ha detto.

Bologna, le prime parole di Tedesco
Queste le sue parole, riportate in un lungo estratto da Alfredo Pedullà sul proprio sito di riferimento: “Sono felicissimo e molto orgoglioso di aver ricevuto questo incarico importante. Ringrazio il presidente e la dirigenza per la fiducia. Respiro già un feeling positivo e sono qui per ripagare la fiducia. A tutti quanti dico divertiamoci. Quando ho iniziato a conoscere la gente che lavora per il club ho trovato un’onestà incredibile: parole e obiettivi chiari.
Di solito non si dice sempre la verità quando si approccia un nuovo allenatore, invece qui è stato diverso, Sartori mi parlò al tempo di quali cessioni sarebbero state fatte. Bologna è rimasta nei miei pensieri fortemente. Voglio fare i complimenti ai tecnici che mi hanno preceduto perché hanno fatto un ottimo lavoro facendo crescere anche i singoli individui. È presto per parlare di Europa, non dobbiamo pensarci ora perché si rischia di perdere qualcosa sull’inizio della stagione.
L’importante è lavorare giorno per giorno e poi si vedrà. Credo che il gruppo sia molto positivo e motivato ed è quello che ho visto anche da fuori. Lavoreremo ogni giorno e tutto il resto verrà strada facendo. Abbiamo una buona base. Questa squadra è stata costruita per giocare a quattro in difesa, poi davanti si vedrà: 4-3-3 o 4-2-3-1. Mi piace un gioco fluido, offensivo, propositivo, con giocatori coraggiosi ed avere una rosa snella, per non scontentare nessuno con troppa panchina.
Sono in contatto solo con De Silvestri per ora. Comunque vorrei che Orsolini diventasse una bandiera. Rowe e Castro? La società conosce bene la rosa, loro sono giocatori importanti, sono fiducioso e rilassato sul loro futuro. Venendo da un settore giovanile mi piace lavorare con i giovani perché si vedono progressi e miglioramenti e ti dà soddisfazione. Ad alti livelli non conta l’età, sarebbe sbagliato puntare solo sui giovani o solo sull’esperienza. Quello che conta è la prestazione durante gli allenamenti e durante le gare, ma non l’età. Raimondo so che ha molte richieste, ma mi piacerebbe prima vederlo dal vivo, quello che ha fatto a Frosinone è stato ottimo”.