Germania a valanga all’esordio: contro Curaçao finisce 7-1. Ma i caraibici fanno la storia

La Germania debutta ai Mondiali con un netto 7-1 contro Curaçao, cancellando i timori del passato. Dopo un avvio complicato, la squadra di Nagelsmann domina l’incontro grazie a una prestazione corale e a un attacco devastante, lanciando un chiaro segnale alle rivali.

La Germania inaugura il proprio Mondiale con una prestazione travolgente, imponendosi per 7-1 su Curaçao e lanciando un messaggio chiaro alle rivali. A Houston, nella cosiddetta “Space City”, la nazionale allenata da Julian Nagelsmann supera un iniziale momento di difficoltà e si trasforma in una macchina da gol, cancellando i fantasmi delle ultime due deludenti partecipazioni iridate, concluse entrambe con l’eliminazione nella fase a gironi.

Germania-Curaçao
Germania-Curaçao

Vantaggio e sorpresa

L’avvio, però, sorprende i tedeschi. Dopo il vantaggio firmato da Nmecha, bravo a sfruttare un assist di Wirtz con una conclusione precisa, Curaçao trova l’inatteso pareggio grazie a Comenencia, che approfitta di una disattenzione difensiva per battere Neuer. Per una quindicina di minuti la Germania sembra accusare il colpo, ma è soltanto una parentesi. Da quel momento in poi, la squadra di Nagelsmann prende completamente il controllo della partita.

La Germania dilaga

Il nuovo vantaggio arriva con Schlotterbeck, che svetta su calcio d’angolo battuto da Brown. Successivamente Havertz trasforma un calcio di rigore, mentre Musiala firma il poker con una delle sue giocate di classe, confermandosi il principale riferimento tecnico della squadra. Nella ripresa è ancora Brown a lasciare il segno con il suo primo gol in nazionale, una rete dal valore speciale perché realizzata proprio negli Stati Uniti, il Paese d’origine di suo padre. A completare il festival offensivo ci pensano Undav, sempre più affidabile sotto porta, e ancora Havertz, autore della doppietta personale che chiude definitivamente i conti.

La vittoria mette in evidenza tutte le qualità della Germania: pressing, organizzazione, velocità nella circolazione del pallone e grande varietà di soluzioni offensive. Kimmich interpreta con intelligenza il ruolo di terzino-regista, Wirtz detta i tempi della manovra e il collettivo dimostra una notevole capacità di sfruttare ogni occasione concessa dagli avversari.

Curaçao fa la storia

Per Curaçao, invece, resta la soddisfazione di aver scritto una pagina storica partecipando per la prima volta a un Mondiale. Il piccolo Paese caraibico, con appena 185 mila abitanti, ha pagato un evidente divario tecnico, tattico e fisico rispetto a una delle grandi potenze del calcio internazionale. Nonostante il pesante passivo, i tifosi hanno sostenuto la squadra fino all’ultimo minuto, trasformando la partita in una festa.

Tra gli spalti spiccava uno striscione emblematico: “Piccolo Paese, grandi sogni“. Un messaggio che riassume perfettamente lo spirito con cui Curaçao affronta questa storica avventura mondiale, anche davanti a una sconfitta tanto severa quanto inevitabile.

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