Inter favorita ma lotta con il Napoli, Allegri permettendo. In cinque per due posti Champions, e retrocede interrompendo la striscia…

Può ripetere l’Inter? La doppietta scudetto non le riesce dai tempi di Mourinho, e in generale non succede in Serie A dai tempi dei 9 leggendari consecutivi della Juventus. In entrambi i casi squadre che hanno fatto la storia. Questa Inter appartiene a quella categoria? Forse. Di sicuro c’è che è giusto considerarla la favorita per lo scudetto 2027.

L’anno scorso la mia favorita fu il Napoli, ed è raro che sbagli il mio pronostico in Serie A: dal 2000 a oggi ho beccato la vincitrice dello scudetto 20 volte su 26, ma devo altresì riconoscere che quattro di quei cinque errori sono avvenuti negli ultimi 5 anni, e dunque attenzione a dare per scontata una lotta per il titolo che nell’ultimo quinquennio non lo è quasi mai stata in Serie A: non era favorita l’Inter di Chivu, non lo era il Napoli di Conte, non lo era il Napoli di Spalletti e non lo era il Milan di Pioli.

Inter favorita, ma il Napoli è più vicino di quanto si dica

E secondo me ci si sbaglia a vedere un soliloquio nerazzurro. Io vedo il Napoli molto più vicino di quanto non si dica, in una situazione tale che questi ultimi 10 giorni di mercato potrebbero ribaltare gli equilibri in caso di qualche arrivo clamoroso (che tuttavia non sembra esserci all’orizzonte). È vero, l’Inter ha un XI di più alta qualità, ma il Napoli non è così lontano e la panchina è lunga.

Poi, ovvio, la Champions chiederà il proprio tributo di fatica, ma sulla lotta del Napoli per lo scudetto il fattore più importante sarà Allegri: se Max farà il suo, allora sarà lotta aperta. Attenzione: ho detto il suo, cioè quello per cui è stato chiamato, dunque competere. Non serve un miracolo, e serve evitare il disastro fatto da Allegri l’anno scorso. Vedremo che versione sarà.

E poi, nonostante la profondità della rosa Inter, c’è da considerare una cosa: l’anno scorso c’era la benzina dell’onta subita a Monaco, quest’anno si potrebbe essere un po’ meno motivati.

Nonostante il buon mercato di Juventus e Milan, le vedo ancora distanti, per quanto facilitate dal non giocarsi la Champions, anche se già l’anno scorso abbiamo visto quanto questo sia discutibile. Ma le vedo in un gruppo di 5 molto livellato, comprendente anche Roma, Como e Atalanta.

Cinque squadre per due posti Champions: equilibrio totale

Un gruppo davvero con distanze nulle tra loro, come del resto è stato l’anno scorso, quando tra terzo e sesto posto è bastata una vittoria di distanza nel finale al cardiopalma. Di un’incollatura avanti la Juve, secondo me con Roma quarta, perché nonostante la Champions il metodo Gasperini carbura ancora di più.

Anche se, ripeto, queste cinque sono talmente vicine nei valori che mi riservo il diritto, al 2 settembre, di rivedere la griglia in caso di acquisti rilevanti.

Al Milan vedo una mancanza di ricambi rispetto alle altre, mentre sul Como ho solo un dubbio sulla totale disabitudine mentale alla concentrazione per il doppio impegno. Credo che sia sottovalutata l’Atalanta, con una rosa davvero inferiore solo a Inter e Napoli, e bisognerà solo vedere quando cliccherà l’effetto Sarri. Intriga tutti la Fiorentina, ma per me è ancora inferiore alle prime 7, piuttosto prima delle altre.

Lotta salvezza e capocannoniere: le altre sfide della Serie A

In coda potrebbe ripetersi il 2 su 3, ovvero che due neopromosse si salvino. Il Venezia addirittura potrebbe togliersi belle soddisfazioni, con budget clamoroso e finalmente, per la prima volta in Serie A, la fiducia nel calcio spregiudicato di Stroppa. Ma anche il Monza potrebbe salvarsi: se Juric rinsavisce e si rimane così, la squadra c’è.

Tuttavia, si parla di cessioni di Dany Mota e Colpani, e dunque al 2 settembre la situazione potrebbe essere molto differente. Mi pare invece francamente complicato per il Frosinone, e occhio perché ci sono due in grossa difficoltà: Lecce e Parma.

I ducali hanno incassato tantissimo e i ricambi sono tante scommesse tutte da verificare; peggio ancora per il Lecce che, nel primo anno post-Corvino, ha fatto molta fatica, colpito duramente dal caso Banda, un giocatore che, in una situazione così livellata come in coda, può fare la differenza. Ancora una volta Di Francesco dovrà fare un’acrobazia, sempre che l’ultima settimana di mercato non cambi qualcosa.

Appena sopra la linea di galleggiamento il Cagliari, a cui un Esposito in più o in meno fa assai differenza, ma se le altre non migliorano potrebbe comunque averne a sufficienza.

E infine la lotta per il capocannoniere: Lautaro rimane giustamente il favorito, ma il gioco di Spalletti, Amorim e Gasperini gli mette giustamente dietro Kolo Muani, Gonçalo Ramos e Malen, con l’outsider da bookmaker Scamacca.

Una cosa è certa: l’importanza del capocannoniere non era mai stata così decisiva nella storia della Serie A. In tre degli ultimi 4 anni il capocannoniere è appartenuto ai campioni d’Italia, una assoluta inversione di tendenza, visto che nei precedenti 30 anni solo 4 volte il capocannoniere aveva vinto lo scudetto!

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