Per un motivo o per un altro, ci sono tre eccellenti malati cronici che non si riprendono: Napoli, Juventus e Milan.
E quando sembrano aggravarsi rischiosamente, di colpo saltano giù arzilli dal letto; e quando sembrano scoppiare di salute, ricascano paurosamente ammalati.

Napoli: dov’è il mestiere di Allegri?
Partiamo dal Napoli. Quanto visto in Serie A è inaccettabile. Alla fine le cose migliori sono arrivate nella sconfitta contro l’Inter, per il resto i punti fatti sono la risultante di una inerzia contro avversari troppo inferiori, ma se c’è di fronte la qualità dei Como e delle Inter, o la combattività dei Venezia e Fiorentina col nuovo allenatore, il Napoli busca sempre. E non ci sono santi e madonne che tengano per giustificare Allegri, puerile protestare sul mancato mercato perché tutti gli osservatori nessuno escluso prima della partenza davano il Napoli seconda forza del campionato, per profondità della rosa e mestiere di Allegri. E dov’è adesso il mestiere di Allegri?
Se ogni volta ce n’è sempre una per cui le cose vadano male ad Allegri, ma non è mai colpa sua, siete proprio sicuri di centrare il punto e non vedere l’elefante livornese nella stanza? Tuttavia però una cosa va riconosciuta all’imballato Max: che oggettivamente in Champions le cose sono differenti. E’ vero che il Napoli ha vinto solo ora con il Bodo e faticando, ma l’ha fatto rilanciandosi tre volte e questo non è banale. E contro l’Arsenal aveva perso solo 0-1 con una squadra rabberciata e contro un avversario tanto migliore. E persino a Vila-Real, era stato punito da errori difensivi ma aveva prodotto tantissimo. E allora dov’è la verità su Allegri?
Juventus: Spalletti può cambiare il destino bianconero?
Sta diventando invece un pianto antico quello della Juventus. Quantomeno antico quanto l’ultimo quinquennio. Anche qua a ogni partita ce n’è una, pure quando le cose vanno bene. Al punto che viene da pensare se questa inaffidabilità non sia semplicemente la sua cifra. E se fosse così, pur certo al netto degli infortuni che sono stati particolarmente impietosi, ma non vorrebbe dire futuro già scritto per Spalletti? Che è vero che ha il merito di cercare davvero di migliorare le proprie squadre a partire dal gioco, ma che forse dovrebbe considerare come fare di necessità virtù in alcune situazioni dove il materiale è limitato.
Milan: Amorim è condannato a oscillare nel limbo?
Affidabilità. Questa è la parola chiave. Anche per il Milan, che invero nelle ultime settimane è cresciuto su quell’aspetto. Con tutte le critiche che ha ricevuto, poi vai a vedere e Amorim è pur sempre a soli -4 dalla testa. E se è là avendo complessivamente giocato maluccio, chissà quando giocherà bene. Ha bisogno di normalità anche noiosa il Milan. Poi arriva in coppa e s’accartoccia goffa, e bisogna ricominciare il processo di autostima. Sappiamo quanto il Milan può essere negativo, ma non sappiamo ancora quanto possa essere positivo. E questo di non avere ancora visto i limiti verso l’alto è sicuramente un segnale positivo. Ma siamo sicuri che Amorim possa migliorare, o è condannato a oscillare nel limbo?