La vera sfida di questo Milan: resistere fino a gennaio

Una rosa corta e poco uniforme nei valori e nella varietà.

L’altra faccia del problema infortuni di casa Milan guarda evidentemente al mercato estivo e ancor di più a quello che arriverà tra due mesi. Era impossibile fare tutto in una sola sessione: è vero. Ma il dubbio che alcune problematiche siano state sottovalutate aleggia potente su Milanello.

Le lacune della rosa e il problema delle fasce difensive

Per esempio, le fasce difensive: questo Milan era nato per difendere a 3 e oggi difende stabilmente a 4, pur senza avere letteralmente nemmeno un terzino destro di ruolo. Uno c’era – Zachary Athekame – ed è stato prestato a Lione: oggi è uno dei migliori d’Europa e giustamente i francesi vogliono tenerselo fino alla scadenza dell’accordo firmato. Se finisci la partita col Bologna con Musah insomma, non è solo sfortuna. Come non è solo sfortuna se chiedi a Bartesaghi di fare l’esterno d’attacco, se Diawara gioca minuti cruciali, se in mezzo al campo sei dipendente da Musah, uno che in teoria doveva lasciare il Milan senza farci nemmeno ritorno.

E che dire della difesa, dove una buona alternativa come De Winter è ormai un titolare insostituibile: con tutto il rispetto, ma sono tutti segnali di una squadra poco attrezzata per giocare ogni tre giorni e per fare bella figura con continuità. Questa rosa è stata costruita – a differenza degli altri anni – unicamente sulle indicazioni dell’allenatore e quindi la riflessione più logica è che forse l’allenatore abbia preso un po’ sotto gamba la situazione in estate.

Mercato di gennaio, la speranza per il Milan

Il tempo per correggere il tiro c’è? È la domanda che si fanno tutti i tifosi. La volontà della proprietà – leggi mettere mano al portafogli a gennaio – c’è ed è una meravigliosa garanzia, ma non è detto che basti. Inutile fare drammi: come ha detto anche Maignan ieri in conferenza, il tempo dei giudizi arriverà a fine stagione, non certo dopo due mesi.

Ma da qui al mercato, saranno ancora montagne russe: una partita buona e una no, un risultato pieno e uno vuoto. Meglio metterlo in conto e sperare di rimanere in corsa per gli obiettivi minimi, Europa League e quarto posto, sperando in una mano anche dalle mancanze altrui più che dai meriti propri.

Allora si, che magari con tre buoni tasselli, due in difesa e uno in attacco, questa squadra potrebbe avere ancora qualcosa da dire in primavera, quando i punti saranno ancora più pesanti.

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