La parabola di Michel Platini: lui e Blatter rischiano il carcere

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É stato rinviato a giudizio l’ex presidente della UEFA, e bandiera della Juventus, Michel Platini accusato di truffa insieme a Sepp Blatter

Platini
Platini, fuori dal calcio internazionale dal 2015 accusato di truffa (Getty Images)

Rischia di finire nel modo peggiore la carriera dirigenziale di Michel Platini che solo otto anni fa sembrava destinato a diventare presidente della FIFA al posto del suo mentore, Sepp Blatter.

Platini e Blatter, la coppia forte

E invece entrambi rischiano il carcere e dovranno rispondere in tribunale di diverse accuse tra le quali quella di truffa, appropriazione indebita e varie altre accuse che vanno dal falso in bilancio a dichiarazioni illecite e molto altro. Le indagini si riferiscono al periodo in cui Blatter, a capo della FIFA e Platini, presidente della UEFA, gestivano quasi tutto il calcio mondiale. E dunque eventi, competizioni e molto altro.

Il primo scandalo fu quello per le assegnazioni dei Mondiali di Russia e Qatar. Ma poi arrivarono altre indagini che riguardano un giro di denaro poco chiaro. E in particolare due milioni di franchi svizzeri che Blatter in persona avrebbe distratto dalle casse della FIFA per girarli a Platini.

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Platini e Blatter
Platini e Blatter all’epoca del loro sodalizio (Getty Images)

Le accuse e il processo

La teoria della difesa, e cioè che quei soldi fossero il compenso per una consulenza prestata da Platini nel corso di quattro anni di collaborazione non hanno minimamente convinto i procuratori del tribunale federale svizzero che ha convalidato tutte le accuse rinviando a giudizio i due ex manager, che nel fratello avevano abbandonato il loro incarico, travolti dalle polemiche. Era il 2015.

La FIFA ha commentato la notizia spiegando che gli avvocati della federazione si sono già attivati per recuperare i soldi. Platini e Blatter avevano fatto ricorso persino alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Respinto. Ora rischiano una condanna molto dura. Il processo inizierà probabilmente già a gennaio. I due ex manager di UEFA e FIFA non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali limitandosi a ribadire la propria innocenza.