“The Ultimate Run”, Markus Eder a Sportitalia.it: “La paura è mia amica e mi aiuta. Do un consiglio ai giovani…”

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Markus Eder
Markus Eder (ufficio stampa Red Bull)

Molti si ricorderanno di lui per aver preso parte nel 2014 alle Olimpiadi invernali di Sochi, ma il nome di Markus Eder è di quelli altisonanti anche per altre imprese. Lo sciatore Freestyle e Freeride di Brunico, che tra le altre cose si è aggiudicato nel 2010 l’evento “Nine Knights 2010” e nel 2019 il titolo di campione del mondo di Freeride nel 2019 al ‘Freerdie World Tour‘, è ora il protagonista di “The Ultimate Run“, un’incredibile discesa di 10 minuti che parte da Zermatt (Svizzera) e arriva alla valle sottostante e che è stata immortalata in un documentario realizzato da “Legs of Steel“, società di produzione diretta dall’ex snowboarder professionista Christoph Thorensen.

Markus Eder
Markus Eder (ufficio stampa Red Bull)

“The Ultimate Run”, Markus Eder si racconta a Sportitalia.it

Ecco quanto ammesso dallo stesso Markus Eder in esclusiva ai microfoni di Sportitalia.it: “La mia prima grandissima passione era lo sci freestyle che ho seguito giorno e notte, fino al 2010 quando ho partecipato alla mia prima gara di freeride arrivando secondo in mezzo ai miei idoli. Quello mi ha aperto le porte a un mondo che non sapevo esistesse. La paura è un amico, è importantissima e noi proviamo questo sentimento anche se la gente pensa il contrario. La paura ci fa considerare qualsiasi singolo aspetto della discesa, ci aiuta a studiare i pericoli e le linee e, dunque, è importantissimo avere paura. Questo progetto, ‘The Ultimate Run’, ha coinvolto almeno gli ultimi miei 3 anni e adesso voglio godermi lo sci, voglio spingermi e godermi la compagnia con gli amici, magari anche gareggiando. Non voglio, però, diventare troppo fanatico altrimenti rischio di perdere la testa. Io scio sempre meglio quando c’è la videocamera, mi dà quell’attimo di spinta in più per tirare fuori il meglio. Altra gente si innervosisce se ripresa, mentre noi già da bambini ci filmavamo a vicenda e dunque lo trovo naturale. Rappresentare l’Italia, come accaduto alle Olimpiadi di Sochi, è importante perché vogliamo far vedere che ci siamo e che abbiamo le montagne più belle delle Alpi. Le difficoltà più grandi le ho riscontrate a causa del Covid e gli ultimi due anni sono stati davvero complicati, soprattutto il primo con il lockdown. Era, tra le altre cose, il periodo migliore per filmare. Un consiglio ai giovani? Divertitevi, per me il divertimento ha fatto la differenza. Basta divertirsi e non serve diventare i campioni del mondo. La condivisione di tutto questo con gli amici è la cosa più bella che esiste al mondo”.

a cura di Alberto Pucci 

Markus Eder
Markus Eder (ufficio stampa Red Bull)