“Roma è la fine del tunnel”, la dedica speciale e inattesa di Djokovic

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Dopo la netta vittoria nella finale degli Internazionali di Roma contro il greco Tsitsipas, Novak Djokovic offre un momento di grande umanità con una dedica speciale

Da una parte Novak Djokovic, in campo a conquistare la sua vittoria numero 1001 in ATP, la più attesa dopo tanti mesi di sofferenza, problemi e sconfitte.

Djokovic
Novak Djokovic con il suo sesto trofeo vinto a Roma  (Foto ANSA)

Dall’altra parte il piccolo Stefan, 7 anni. Cui il tennista serbo, numero 1 del mondo, offre: “Questo trofeo è per mio figlio, che alle 16, mentre stavo per scendere in campo per la mia finale, giocava la sua prima partita di un torneo di tennis”.

Piccoli Djokovic crescono

Parole molto tenere quelle di Djokovic che, fuori dal campo, è tornato a mostrarsi conciliante, sorridente, pronto allo scherzo e alla battuta con un pubblico che, pur amandolo, non gli ha lesinato qualche critica. Un pubblico che a un certo punto, sembrava fare apertamente il tifo per il suo avversario. Djokovic sotto questo aspetto preferisce ringraziare e andare avanti: “Questo per me è un posto speciale nel quale mi sono tolto tante soddisfazioni e che in particolare adesso, dopo un periodo così difficile, presenta un momento di luce alla fine di tante difficoltà”.

On the road again

La vittoria gli vale il suo settimo trofeo agli Internazionali di Roma e un titolo major dopo una lunghissima attesa. É  una volta importante per Djokovic che chiude un torneo importante senza concedere nemmeno un set contro un cliente scomodo come il greco Stefanos Tsitsipas al quale regala molti complimenti: “Credo che sia un fuoriclasse e in questo sport si sta sicuramente dimostrando un leader. Dovrà cominciare a essere anche meno umile perché ha tutte le caratteristiche per diventare un tennista straordinariamente vincente”.

Internazionali Roma Djokovic
Novak Djokovic conquista il suo primo trofeo stagionale a Roma (Foto ANSA)

Djokovic si presenta al Roland Garros di Parigi sempre come numero 1 del mondo, uno status che nemmeno la lunga serie di sconfitte e di assenze gli ha tolto. Ma con molta consapevolezza in più: “Per me è stato un torneo importantissimo che mi ha restituito anche il piacere di stare in campo, senza sofferenza e senza fatica, sentendomi sempre all’altezza del compito. Ci sono stati momenti qui a Roma in cui mi è sembrato davvero di aver giocato un buon tennis. Quindi penso che sì, il momento più brutto è davvero alle spalle e guardo all’appuntamento del Roland Garros con estrema fiducia e ottimismo”.