Finali NBA, clamoroso annuncio per Golden State: escluso per sempre!

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Finali NBA, clamoroso annuncio per Golden State: escluso per sempre! I tifosi dei Warriors sono rimasti letteralmente senza parole

Una bravata che non era passata inosservata e che ora verrà pagata molto cara. Il “finto” Klay Thompson non potrà più entrare in vita sua al Chase Center di Mission Bay.

Golden State
Golden State Warriors (AnsaFoto)

Avete presente Klay Thompson, il giocatore di origini bahamensi di Golden State, magnifico tiratore da tre e protagonista assoluto anche di questa serie finale in NBA? Bene è balzato all’onore delle cronache in queste ore non per le sue prestazioni contro Boston o per la possibilità di portare a casa il quarto anello in otto anni, ma per colpa di un sosia.

Stiamo parlando per esattezza di tale Dawson Gurley, conosciuto da tutti negli Stati Uniti come ‘Fake Klay‘. Il suo nome sta spopolando sui social a stelle e strisce in questi giorni per la somiglianza con il campione dei Warriors (a parte un leggero sovrappeso) e per quanto accaduto al Chase Center di Mission Bay (a metà strada tra Oakland e San Francisco).

Il ragazzone americano, prima della tiratissima Gara-5 vinta in casa da Steph Curry e compagni, si è presentato vestito in perfetta mise da gioco ed è riuscito ad eludere la sorveglianza dell’impianto sportivo californiano. Alla fine è arrivato addirittura in campo e ha cominciato a fare dei tiri di riscaldamento a canestro come un vero giocatore. Dopo una decina di minuti si è avviato verso gli spogliatoi. Il tutto è stato ripreso in un video che sta esplodendo su YouTube.

Finali NBA, Golden State sconvolta dal finto Thompson: che finaccia per ‘Fake Klay’

Klay Thompson
Klay Thompson (AnsaFoto)

La goliardica trovata di Gurley gli costerà però piuttosto cara. Poco prima dell’inizio della gara, infatti, gli è arrivata immediatamente una lettera dal vicepresidente della sicurezza del Chase Center che gli comunicava la squalifica a vita dall’impianto. Il gesto ha fatto sorridere anche i protagonisti, con il coach Steve Kerr che ha scherzato dicendo: “Guardandolo ho pensato che Klay avesse mangiato qualche hamburger di troppo”.

Sui social “Fake Klay” ha dichiarato di aver comunque pagato il biglietto circa 10 mila dollari per Gara-5, ma non ha resistito alla tentazione della bravata. Nessun rancore per la decisione presa dal club, convinto che alla fine ne sia valsa la pena: “Sono stato un giocatore NBA seppur solo per 10 minuti”, ha detto.
Prima di chiudere il video ha fatto anche una promessa: “Sarò a Boston per Gara-6”. Ora resta da capire se nei suoi panni o in quelli di Thompson.