Autovelox, purtroppo è tutto vero: la novità fa infuriare gli automobilisti

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Autovelox, purtroppo è tutto vero: la novità fa infuriare gli automobilisti. Continua ad essere conflittuale il rapporto i cittadini e le colonnine che segnalano gli eccessi di velocità

Il rapporto tra i cittadini che utilizzano molto spesso l’automobile per viaggi e lunghi spostamenti e gli autovelox, le famigerate colonnine che segnalano gli eccessi di velocità è diventato sempre più conflittuale.

Negli ultimi mesi in particolare è cresciuto a dismisura il numero di multe comminate a causa del superamento del limite di velocità e i relativi ricorsi inoltrati dagli utenti.

Autovelox
Autovelox (Ansa)

Ricorsi che in più di qualche occasione sono stati accolti favorevolmente dai vari Tribunali Amministrativi Regionali.

Secondo un’inchiesta realizzata dal più autorevole dei quotidiani italiani che si occupano di economia e finanza, il Sole 24 Ore, le multe per eccesso di velocità in alcuni Comuni italiani rappresentano una sorta di ‘tassa di passaggio‘ non dichiarata.

E’ quanto emerge dal report del quotidiano milanese, che ha studiato con attenzione sul sito del ministero dell’Interno i rendiconti dei proventi delle multe.

Si tratta di una novità, visto che soltanto lo scorso novembre fu approvato un decreto che ha imposto la pubblicazione sul web dei rendiconti, che erano sempre rimasti chiusi nei cassetti del ministero.

Autovelox, la tassa di passaggio è un a spada di Damocle

Autovelox
Autovelox (Ansa)

La loro pubblicazione potrebbe sfociare in un ‘populismo anti-multe’, dato che ci sono alcuni dati piuttosto eclatanti e altri invece a dir poco sospetti, con piccoli Comuni in cui, all’infuori delle multe per eccesso di velocità, non esiste alcun tipo di altra infrazione.

“In sostanza, le strade sarebbero diventate dei veri e propri bancomat per le casse dei comuni, che spesso non dispongono di entrate alternative”, sottolinea il Sole 24 Ore, che fa notare come soprattutto al Sud, nelle mete più ambite dai cittadini per le vacanze estive, si nasconda spesso e volentieri la ‘trappola‘ che si trasforma in un costo supplementare.

La trappola in questione è appunto quella degli autovelox piazzati su percorsi cosiddetti non a rischio dai Comuni o in maniera quasi clandestina. Il Sole 24 Ore porta l’esempio di Leporano e Pulsano, due comuni pugliesi molto frequentati dai vacanzieri: “Da cinque anni sono spuntati  rilevatori fissi in quelli che stando alla segnaletica sarebbero centri abitati“.