Tour de France, allarme Covid: anche Tadej Pogacar può andare a casa

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Tour de France, allarme Covid: anche Tadej Pogacar può andare a casa. Il campione sloveno ha trovato il suo vero avversario

Nessuno può battere Tadej Pogacar in questo Tour de France, o quasi. Ci è riuscito Wout van Aert su un arrivo come quello nella zona alta di Losanna che ha regalato al belga la seconda vittoria in questa edizione e l’ottava complessiva alla Grande Boucle. Ma in realtà il fenomeno sloveno teme un altro avversario.

Tadej Pogacar (ANSA)

Il vero nemico tra lui e il tris al Tour si chiama Covid 19, che sta tornando a presentare il suo conto in gruppo. Ieri mattina infatti non sono partiti, perché positivi, Geoffrey Bouchard della AG2R Citroën Team, ma soprattutto il norvegese Vegard Stake Laengen. In pratica uno dei compagni di Tadej nella UAE Team Emirates che ha fatto di tutto per evitare contagi. Come usare otto massaggiatori diversi per i muscoli degli otto ciclisti in corsa, ma evidentemente non basta.

Per ora nessun segnale di crisi del leader, ma domani nel giorno di riposo ci saranno tamponi ufficiali da parte dell’organizzazione per tutti quelli rimasti in corsa e nessuno sa quello che potrà venire fuori. La maglia gialla comunque non si risparmia e corre con una facilità imbarazzante. Lo ha dimostrato anche in Svizzera e lo farà anche oggi nella Aigle-Chatel/Les Portes du Soleil prima di arrivare sulle Alpi.

Tadej Pogacar può andare a casa: “Spero che vada tutto bene fino alla fine”

Fino ad oggi Pogacar ha mostrato una grande sicurezza e fa bene, perché la strada e i risultati parlano per lui. Però dorme preoccupato e non lo nasconde: “La pandemia è arrivata anche qui e purtroppo non siamo risparmiati: non possiamo rischiare di ammalarci, dobbiamo prenderla sul serio. Siamo in viaggio tutti i giorni, in montagna ci sono tante persone che ci applaudono e ci urlano in faccia per sostenerci”. Tutto piacevole ma anche moto pericoloso.

Tadej Pogacar è ancora in giallo (ANSA)

Lo sloveno e il suo team stanno facendo di tutto per proteggersi, ma lui per primo sa di non essere immune al 100%. “Spero che tutto vada bene fino alla fine, però è davvero una situazione preoccupante. Il Covid può rovinare tutto il Tour. Ci testiamo ogni tre giorni, alcuni di noi anche ogni due”. Quasi peggio che pensare all’Alpe d’Huez.