“Marcell Jacobs voleva farlo”: arriva la conferma che fa impazzire i suoi fan

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“Marcell Jacobs voleva farlo”: arriva la conferma che fa impazzire i suoi fan. In chiusura degli Europei il campione è stato scagionato

Gli Europei di Monaco hanno confermato in larga parte la resurrezione della Nazionale italiana di atletica cominciata un anno fa con le Olimpiadi di Tokyo. Ma non hanno regalato le stesse emozioni anche se in Germania come il Giappone Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi hanno dimostrato di esser i più forti.

Marcell Jacobs, oro agli Europei (LaPresse(

Il re dei 100 avrebbe voluto dare il suo contributo anche in staffetta ma un nuovo problema muscolare, emerso all’ultimo, lo ha fermato. E da lì è partita una scia di polemiche perché non tutti all’interno della squadra azzurra erano convinti che fosse la celta giusta. Stringendo i denti, come aveva fatto nella gara individuale, avrebbe potuto essere al via.

A mettere la parola fine sulla polemiche è stato il presidente della Fidal, Stefano Mei, che ha tracciato un bilancio della spedizione: “Marcell Jacobs voleva farlo, voleva correre anche se il suo allenatore era un po’ perplesso. Gli è stato chiesto di entrare in pista perché c’era la possibilità di non arrivare alla finale senza di lui. Tornando indietro faremo altre scelte, sicuramente è stato fatto un errore, ma ormai è andata così”.

Mei però ribadisce che c’è stato solo un confronto di idee che l’atleta e con Paolo Camossi che lo allena, nessuna lite e nessun caso aperto: “Nella vita di un atleta succedono queste cose, normale che un allenatore voglia preservare l’Integrità del suo atleta, mentre l’atleta pensi di voler correre. Sono stato atleta anche io, so cosa vuol dire”.

“Marcell Jacobs voleva farlo”: arriva la conferma. Il bilancio dell’Italia agli Europei

In attesa delle ultime gare, il bilancio della spedizione azzurra è comunque positivo e Mei non lo nasconde anche se alla vigilia si aspettava qualcosa in più. “Un pochino mi dispiace di non poter migliorare Spalato per numero di medaglie d’oro. Ma il vero obiettivo era allargare la base di atleti che possono puntare sull’alto livello e ci siamo riusciti. Vedere tanti giovani che crescono e arrivano in modo anche sorprendente a giocarsi un posto tra i migliori d’Europa è qualcosa che fa piacere. Un esempio su tutti: Pietro Arese”.

Stefano Mei con Jacobs, Tamberi e il presidente Malagò (LaPresse)

Parere condiviso anche dal direttore tecnico azzurro, Antonio La Torre. “Era importante verificare la consistenza della squadra e noi siamo andati anche oltre le previsioni come numero di finalisti. È la base per i prossimi due anni e l’eredità di Tokyo non è sparita. Questo ci permetterà di fare le cose al meglio nel 2023″.