Altro che Coppa Italia: Pioli deve aver paura di Conte

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Se negli ultimi 40 anni il Milan ha vinto 5 Coppe dei Campioni e una sola Coppa Italia, peraltro passata totalmente inosservata nello stesso anno della sesta Champions, un motivo ci sarà. La coppa nazionale non appartiene al DNA rossonero e non ha mai scaldato storicamente gli animi di società, squadra e tifosi. Ecco perchè, l’eliminazione contro il Torino interessa più come cartina tornasole del momento degli uomini di Pioli che come reale dispiacere per una competizione poco appetibile. Non riuscire a segnare un gol in 120 minuti, pasticciando in diverse situazioni, è sicuramente un campanello d’allarme, come l’aver comunque fatto disputare minuti inutili a giocatori da gestire, come i 120 dei centrali Tomori e Kalulu, che al momento non hanno un sostituto credibile.

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Anche perché, nel tour de force rossonero, tra poche ore c’è l’inferno del Via del Mare di Lecce e poi via a Riyad per la Supercoppa contro l’Inter, che di certo non capita in un momento favorevole. Il vero focus però è tutto su campionato e soprattutto sul Tottenham. Perché dalla doppia sfida con Conte, più che ancora dall’esito di un campionato dove il Napoli corre troppo per essere un parametro, dipende un primo bilancio di una stagione che, calendario alla mano non è nemmeno alla metà. 12 mesi fa, le cose sembravano essere ben peggiori. Eliminati da tutto in Europa e con 2 punti in più in campionato, ma con la sconfitta contro il Napoli all’orizzonte alla penultima d’andata. A fine maggio in fondo, non è poi andata così male.