La possibile squalifica di Jannik Sinner scatena il caos, in arrivo una rivoluzione: ecco la sorprendente decisione della WADA
“Oggi esiste un problema di contaminazione. Il fatto è che i laboratori sono più efficienti nel rilevare anche quantità infinitesimali di sostanza. Le quantità sono così piccole che ci si può contaminare facendo cose innocue“. Con queste parole, il direttore generale della Wada, Olivier Niggli, aveva commentato qualche tempo fa gli ultimi casi di doping emersi nel tennis, lasciando la porta aperta ad una possibile rivisitazione del regolamento.

Oggi tale rivisitazione è realtà, per la gioia degli addetti ai lavori che – a meno di errori grossolani – potranno godere di una maggiore flessibilità da parte dell’agenzia. In primis sulle circostanze di doping involontario, ma anche riguardo le quantità infinitesimali di sostanza vietata rintracciate dagli esami.
Con il nuovo regolamento, ad esempio, il caso del nostro Jannik Sinner – risultato positivo per assoluzione involontaria di Clostebol – sarebbe declassato a “contaminazione dopante attraverso un prodotto legale” (quanto accaduto per Iga Swiatek, per intenderci), che prevede una potenziale riduzione del 100% della squalifica.
Doping, il caso Sinner porta nuove regole: la decisione dalla WADA
Purtroppo, però, all’azzurro resterà solo la magra consolazione di aver ‘convinto’ la WADA a rivedere la propria posizione nei confronti di regole troppo stringenti. I cambiamenti approvati all’unanimità dal Comitato esecutivo (ExCo) e del Consiglio di fondazione (Board), infatti, non diventeranno effettivi in tempi brevi ma solo dal 1° gennaio 2027.
Ciò significa che l’altoatesino dovrà comunque affrontare il processo a inizio 2025 sperando di riuscire ad evitare il periodo di sospensione compreso tra 1 e 2 anni richiesto dalla stessa WADA qualche settimana fa.

Una condanna di Jannik, a questo punto, rappresenterebbe una beffa clamorosa. Ma, fatta questa necessaria precisazione, andiamo a vedere quali sono le sostanziali novità decise dall’Agenzia Mondiale Anti-doping.
Le novità importanti approvate dai vertici della WADA sono due. La prima riguarda l’introduzione del concetto di “fonte di sostanza vietata” in sostituzione di “prodotto contaminato”. «Una fonte imprevedibile di una sostanza proibita, come ad esempio: consumo di un farmaco contenente una sostanza proibita che non è elencata sull’etichetta o la cui presenza non può essere identificata tramite una ricerca su Internet; consumo di cibi o bevande, come carne o acqua contaminate, contenenti una sostanza vietata senza preavviso o altra comunicazione che avvisi appunto della possibile presenza di una sostanza vietata; l’esposizione alla Sostanza Proibita utilizzata o posseduta da una terza persona, attraverso il contatto diretto tra l’Atleta e la terza persona o attraverso il contatto con oggetti toccati o detenuti dalla terza persona; ovvero attraverso l’inquinamento ambientale», si legge nella nota dell’Agenzia.
L’altra novità è relativa invece all’individuazione di soglie di concentrazione minime al di sotto delle quali la presenza di una sostanza proibita non verrà considerata punibile. Questo varrà anche per quelle sostanze oggi vietate sempre, la cui semplice presenza nel campione è considerata una violazione.






