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Elkann contro i piloti è l’apice della confusione Ferrari. Il Mondiale WEC sia un modello, non un pretesto

Eravamo presenti anche noi alla conferenza Stellantis di ieri (lunedì, ndr) al palazzo del Coni, a margine della quale John Elkann ha bilanciatamente esposto il proprio pensiero sull’attuale situazione in Ferrari.

Dopo il disastro dell’ultimo fine settimana in Brasile si è espresso così: “I meccanici hanno fatto il loro lavoro, tra pole e pit stop. Gli ingegneri lo stesso con la macchina che è evidentemente migliorata. Il resto non è stato all’altezza…I piloti si concentrino a guidare e a parlare meno”. Una freccia calibrata e senza filtro quella scagliata dal presidente Stellantis e Ferrari, ma la cui traiettoria sembra di difficile interpretazione.

John Elkann, presidente Ferrari
John Elkann, presidente Ferrari

 

La stagione 2025 dei paradossi

La premessa è sempre la solita: una Ferrari che non vince è una Ferrari che non funziona, con tante colpe e pochi, pochissimi, meriti da distribuire. La stagione 2025 è nata e si sta concludendo con contorni a tratti paradossali. Un anno fa, nella seconda parte del Mondiale, la Rossa aveva evidentemente imboccato una crescita regolare e convincente, al punto da arrivare ancora in corsa nell’ultima tappa di Abu Dhabi per il titolo costruttori contro la McLaren. Poi, da lì e di nuovo, il buio. La cometa mediatica attorno all’arrivo di Lewis Hamilton ha spostato l’attenzione su altro, e il concetto espresso da Elkann di “una macchina evidentemente migliorata”, in questi mesi non sembra essersi mai materializzato.

Nel 2026 nuove regole: la Ferrari che fa?

La Ferrari sempre e perlomeno a podio delle ultime uscite del 2024 (fatta eccezione proprio per il Brasile), si è trasformata in quella caotica vista per gran parte del campionato in corso, quella che Hamilton non è ancora riuscito ad interpretare e che Leclerc, faticosamente, ha provato a trascinare. Il rendimento prestazionale e gestionale del progetto SF-25 è deludente, come si può, oggi, non riconoscerlo? O perlomeno defilarne la centralità sul tavolo delle valutazioni. Inoltre, tra meno di quattro mesi, con la stagione 2026, inizierà una nuova Formula 1, con nuovi regolamenti e nuove vetture, e nello sviluppo della quale sarebbe gravissimo continuare ad accusare un gap.

Ci aspetteremmo questo dal presidente Elkann: focalizzare attenzione e risorse su quello che sarà, non su ciò che non è stato. Consapevoli, noi per primi, che da piloti come Charles Leclerc e Lewis Hamilton era ed è lecito aspettarsi di più, ma sapendo che è altrettanto un dovere metterli nella condizione di guidare la miglior macchina possibile.

Ferrari Endurance modello da seguire

In chiusura, Elkann ha esaltato il titolo Mondiale conquistato, dopo 53 anni, dalla Ferrari nel Mondiale Endurance, con il trionfo nel campionato costruttori e in quello piloti con Giovinazzi, Pier Guidi e Calado. Un progetto diretto magistralmente da Antonello Coletta, uno che in Formula 1 non sfigurerebbe per nulla, e che anche a Sportitalia, in questi anni, abbiamo vissuto e raccontato nelle sue imprese alla 24h di Le Mans.

Che sia un modello da valorizzare, non un pretesto per sollevare qualche, superflua, polemica di troppo.

 

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