Dall’incontro casuale alla famiglia con due figli: il racconto dell’influencer tra crisi, rinascita e il dramma della rapina nella villa ai tempi del Milan
Zoe Cristofoli si racconta senza filtri e svela i retroscena della sua lunga relazione con Theo Hernandez, ex terzino del Milan oggi all’Al Hilal. Un amore nato quasi per caso, passato attraverso momenti difficili, sparizioni e crisi, fino a trasformarsi in una famiglia unita con due figli. Nell’intervista, però, spazio anche a uno dei capitoli più drammatici della sua vita: la rapina violenta subita in casa mentre era sola con il figlio neonato.

Il primo incontro: “Non sapevo nemmeno chi fosse”
I due si sono conosciuti a una festa di compleanno. “Lui si nascondeva sotto un cappellino, non avevo idea che fosse un calciatore”, racconta Zoe. Solo dopo un messaggio sui social scopre la sua identità.
“Ho pensato: ‘Vabbè, un altro così’. Zero aspettative, zero illusioni”.
“A volte c’era, a volte spariva”: le difficoltà con Theo Hernandez
La relazione, agli inizi, è tutt’altro che semplice. “A volte si è comportato male. A volte c’era, a volte spariva”, ammette l’influencer. Un comportamento che la porta a imporsi:
“Non potevo accettare tutto solo perché stavo con una persona famosa. Dovevo difendere me stessa”.
Proprio in quel momento arriva la svolta: “Lui ha iniziato a cambiare e, così facendo, ha cambiato la mia vita”.
Dalla crisi alla famiglia: due figli e una nuova stabilità
Dal 2020 la coppia non si è più lasciata, fatta eccezione per una breve pausa nel 2021. “Ho iniziato a frequentarlo senza aspettative. Non pensavo sarebbe diventato il padre dei miei figli”.
Nel 2022 nasce Theo Junior, mentre nell’aprile 2025 arriva Cloe Marie.
Un legame solido, molto diverso dall’infanzia di Zoe: “Ho sofferto tanto la separazione dei miei genitori”.
La rapina choc: “Mi hanno picchiata e puntato la pistola alla testa”
Il passaggio più drammatico riguarda la rapina subita nella villa di Cassano Magnago, quando Hernandez giocava ancora nel Milan. Zoe era sola in casa con il figlio di sei mesi e due collaboratrici domestiche.
“I ladri sono entrati dal garage e mi hanno picchiata. Hanno lanciato il bambino contro il muro”.
Attimi di terrore:
“Mi hanno puntato la pistola alla testa e mi hanno detto che, se avessi sbagliato il codice della cassaforte, mi avrebbero ammazzata”.
“Le cose materiali non contano nulla”
Cristofoli confessa di essersi sentita in colpa per aver inizialmente resistito:
“Sapevo che c’erano le cose di Theo, comprate con il suo lavoro. Ma poi capisci che la vita vale più di qualsiasi oggetto”.
Un racconto forte, intimo e doloroso, che mostra il lato più umano di una delle coppie più chiacchierate del calcio.
Chiara Rabita






