Molte volte ti guardi allo specchio e pensi: sono felice di quello che ho? Veramente no, anche se cerchi di mascherare e di negare l’evidenza.
Questa è la storia di Federico Chiesa, Davide Frattesi e Giacomo Raspadori: fratelli d’Italia (speriamo). E quando dico speriamo lo dico nel senso che l’auspicio è sempre quello di poterci andare ai Mondiali, ma dobbiamo aspettare marzo, la tagliola dei playoff, l’ansia e la preoccupazione di poter aver un’altra porta sbattuta in faccia.
Ma se da gennaio a giugno continuo ad avere un minutaggio basso, ho poche speranze che Gattuso possa ricordarsi di me. Anzi ne ho qualcuna in meno di salire su quell’aereo dei sogni oggi parcheggiato in attesa di un decollo da verificare.

Chiesa-Juve: la situazione
Federico Chiesa decise di lasciare la Juve nell’estate 2024 perché c’erano pochi margini per il rinnovo del contratto, anzi le chance erano praticamente nulle. E così accettò la proposta del Liverpool, bellissima opportunità di prestigio ma avrebbe dovuto immaginare che con quei mostri sacri davanti avrebbe avuto poca visibilità. Non sappiamo chi gli ha consigliato di andare, di sicuro si capiva che avrebbe visto poco campo e riscaldato molta panchina. Alla lunga, l’entusiasmo per la nuova destinazione così attraente lascia spazio alla depressione calcistica che è quella di avere poche chance per essere titolare con una certa continuità.
Spezzoni da venti minuti, al massimo un tempo, e in quel fazzoletto dovresti esprimere il massimo del repertorio senza sbagliare una virgola. Difficile. Così l’orgoglio di non voler tornare alla base dopo un anno e pochi mesi dalla scelta originaria lascia spazio alla famosa necessità di ritrovare visibilità, con Gattuso alle costole che ti dice “ricordati che…”. Il ritorno alla Juventus è una cosa che si può concretizzare, dipende dalla formula e da molte altre cose. Dite che Federico avrebbe lo stesso spazio intasato di Liverpool? Sulla carta è così, ma Spalletti è un creativo e quindi non mettiamo limiti aspettando gli accordi e considerando gli altri club (Napoli compreso) oggi – almeno oggi – più timidi e prudenti sullo stesso argomento.
Capitolo Frattesi
Davide Frattesi avrebbe dovuto lasciare l’Inter almeno un paio di sessioni fa. Non glielo hanno permesso, un po’ perché hanno trascurato la pratica (ci riferiamo a chi lo assiste), molto perché il club nerazzurro fino all’estate scorsa chiedeva una cifra che partisse da una base di 40 milioni magari aggiungendo bonus. Un modo per scoraggiare il Napoli che era sul pezzo e per non svalutare un pezzo di argenteria che aveva comunque dato un contributo importante malgrado la non titolarità fissa. Adesso c’è il Galatasaray che gli offre tanti soldi ma che deve soprattutto accontentare l’Inter.
Spalletti lo adora, ma la Juventus deve aprire la cassa sapendo che il club proprietario del cartellino non fa sconti. Anzi, nel caso specifico – se proprio devo mandarlo a una diretta concorrente- magari la richiesta sale del 5 per cento.
Raspadori-Roma? La situazione
Giacomo Raspadori ha una storia leggermente più semplice anche se sono riusciti a ingarbugliarla negli ultimi giorni. L’Atletico Madrid lo ha ceduto alla Roma, accettando il diritto di riscatto che può diventare obbligo. Già questo basta e avanza per capire come l’Atletico non ci creda più, al netto delle parole di circostanza del direttore sportivo o dei dirigenti.
Raspadori vorrebbe un obbligo certo, intanto è andato in Arabia con la sua squadra ma la trattativa continua. Gasperini aspettava un regalo per i primi giorni di gennaio, con prenotazione a dicembre, siamo in ritardo. Zirkzee resta caldo, a prescindere da chi arriverà a Manchester, ma l’antipasto doveva essere Jack. E c’è ancora tempo per consumarlo, Raspa ha bisogno di giocare per essere anche lui un fratello d’Italia (speriamo) da fine marzo in poi.






