Buffon non si nasconde: dal caso Bastoni alle dimissioni se l’Italia non si qualifica ai Mondiali 2026

Gianluigi Buffon non si nasconde. Il capo delegazione della Nazionale ha chiarito come in caso di mancata qualificazione dell’Italia lui si dimetterà. Buffon ha parlato anche del caso Bastoni-Kalulu. 

Lo spareggio Mondiale è sempre più vicino. Su questo ha parlato Gianluigi Buffon, capo delegazione della Nazionale che ha ammesso come in caso di fallimento si dimetterà. La scelta di Gennaro Gattuso è stata quindi in parte la sua e in caso di fallimento si sentirà responsabile. Non solo Buffon ha parlato anche del recente episodio Kalulu-Bastoni, avvenuto nel derby d’Italia tra Inter e Juventus. Il capo delegazione azzurro ha ammesso come il centrale nerazzurro stia pagando troppo a livello mediatico. Queste le dichiarazioni rilasciate a Il Messaggero da Gianluigi Buffon.

Gianluigi Buffon, capo delegazione Nazionale
Le dure parole di Buffon

 

Buffon sul Mondiale

Sulla scelta di Gattuso: “Scelta di Gattuso? Sono stato decisivo sì, ma fino a un certo punto, perché, come dico sempre, gli uomini soli al comando non mi sono mai piaciuti e anche in questo caso c’è stato con il presidente Gravina un bel confronto. E se avesse detto di no, non se ne sarebbe fatto nulla. Perché proprio lui? Ci sono tecnici funzionali in alcuni momenti storici. Rino era la persona giusta in quel momento: è uno empatico, sa creare relazioni, cura il rapporto coi giocatori in maniera autentica e immediata, ha ottime conoscenze tecniche. Sa far emergere il senso di appartenenza, un’idea di gruppo, che è sempre la cosa migliore, quella che ti aiuta a superare gli ostacoli. Specie in Nazionale. Ogni suo parere, giudizio, un suo pensiero viene ben interpretato dai giocatori, perché ha vissuto lo spogliatoio. E magari per me, questo modo di pensare, è sbagliato: probabilmente noi calciatori siamo un po’ più basici nel valutare certi aspetti”.

Sullo spareggio Mondiale

Così sullo spareggio: Ansia per i Mondiali? No, domina “fiducia”. La parola è fiducia. Fiducia proprio totale. Per poter analizzare certi momenti la prima cosa da fare è estraniarsi dal contesto e fare delle analisi come se tu fossi una persona terza. Trovare la lucidità per analizzare la situazione. Prendiamo carta e penna e buttiamo giù i nomi della squadra dell’Italia: siamo un gruppo ultra competitivo per dei livelli superiori a quelli che possono essere uno spareggio e quindi il sapere che andremo a giocare un playoff con gente come Donnarumma, come Dimarco, come Bastoni, Calafiori, Barella, Tonali, Retegui, Kean, Pio Esposito, cavolo dico, come fa l’Italia a non passare ? Cioè, faccio fatica. Poi magari potrà pure capitare per la terza volta. Però almeno arriverò lì in un modo sereno e so che questa è la verità. Poi il campo ci potrà smentire perché lì può accadere tantissimo altro”.

Sul livello dell’Italia

Così su dove vede la Nazionale: Dove collocherei l’Italia ai Mondiali? Nella top ten sicuramente. Un plauso alla Norvegia, che sta crescendo sotto tutti gli aspetti, tecnici, fisici, tattici. Una volta li incontravi, sapevi che era dura, ma eri consapevole di essere superiore, oggi trovi ragazzoni strutturati e tecnici. Prima erano solo grossi e legnosi. Quale sarebbe l’obiettivo in caso di qualificazione? Mi piacerebbe arrivare ai quarti. Poi dipende da mille variabili: se agli ottavi ti capita l’Argentina, il Brasile, o se becchi formazioni più deboli magari vai in finale. Però, come valore, l’Italia è da quarti di finale. Nel 2006 siamo stati anche fortunati, nel 2010 ci ha detto male su tutto, ci siamo infortunati insieme Pirlo, Gattuso ed io”. 

Così su Verratti: “Verratti in Nazionale? Marco è sempre stato un individuo apprezzatissimo nello spogliatoio, tutti per lui hanno sempre avuto un debole. Una sua convocazione non farebbe scontenti i ragazzi. Anche perché ha una qualità tecnica talmente elevata che immediatamente tutti gli riconoscono una leadership unica”.

In caso di mancata qualificazione

Cosa farebbe in caso di mancata qualificazione: “Se l’Italia non va al Mondiale mi dimetto? Confermo. Sono sempre il primo a prendermi responsabilità di tutto. Esco di scena, se serve trovare un capro espiatorio. Prendo e me ne vado a casa. È quello il problema? Ma che modo è di ragionare? Questa cosa mi fa impazzire, non c’è mai uno sforzo per capire se realmente un professionista ha dei valori, se è capace. Così, è come tirare in aria la monetina: se va bene tutti bravi, se va male tutti scarsi. Questo modo di ragionare e scegliere lo trovo imbarazzante, però va benissimo”. 

Su Inter-Juventus

Sul caso Bastoni-Kalulu“Quella partita è stata la conferma che il Var è imprescindibile e ci si rende conto che deve intervenire proprio su questioni come quella di Kalulu. Come si fa a non poter intervenire su un errore cosi grave? Chi può aver concepito una cosa del genere? È una procedura che ti fa andar fuori di testa. Se eviti un errore enorme fai del bene al gioco del calcio, non il contrario. Anche sui contatti c’è qualcosa da rivedere: non c’è fallo ad ogni tocco. Chi ha giocato al calcio può aiutare gli arbitri. Ci deve essere un confronto tra le parti. Se si fischia ad ogni contatto, il giocatore lo capisce subito quindi non ti aiuterà e si butterà a terra”.

E su Bastoni“Ci siamo sentiti. Ho trovato il tutto un po’ eccessivo, la cosa andrà inevitabilmente scemando. Ha chiesto scusa, sta pagando ma molto più di quelle che sono le sue colpe”.

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