Inter, tra mancanze e vecchi difetti. In coda si decide la stagione: Cremonese e Fiorentina con le spalle al muro

Partiamo subito da un presupposto: il gol con cui l’Atalanta ha pareggiato era regolare. Troppo leggera la mano di Sulemana sulla spalla di Dumfries, altrettanto troppo morbido in chiusura.

All’Inter tuttavia manca un calcio di rigore evidente perché Frattesi aveva anticipato nettamente Scalvini che poi colpisce piede, quello del centrocampista, e non la palla. Questo è stato lo sbaglio/abbaglio di Manganiello, per più di 80 minuti bravissimo nel gestire una partita bella e sostanzialmente corretta. Un episodio che pesa, così come potrebbe pesare l’1-1. Anche a livello mentale visto che l’Inter nel giro di una settimana potrebbe ritrovarsi con un vantaggio totalmente dimezzato: da +10 a +5 nel caso in cui il Milan dovesse vincere a Roma con la Lazio.

Il momento dell’Inter

E la trasferta di Firenze all’orizzonte. A livello psicologico il momento è delicato, però servirà anche un’analisi profonda e una buona dose di autocritica per correggere alcuni difetti che sono diventati dei marchi di fabbrica di questa squadra. L’Inter non chiude – e continua a non chiudere – le partite. E quando rimandi il tocco per completare l’opera, pur avendone più di una possibilità, c’è sempre il rischio dell’incompiuta. Con Lautaro Martinez out, Bonny che incide a tratti, toccherebbe a Thuram alzare il livello. La realtà purtroppo per lui è un’altra e la sua stagione sta scivolando fra troppi bassi e pochi alti. Pio Esposito c’è, lui sì. Ed è una buona notizia anche per il CT dell’Italia Gattuso. Sia per il presente che per il futuro.

Un altro campionato nel campionato

C’è un altro campionato nel campionato: quello che coinvolge le squadre in competizione fra loro per mantenere la Serie A. Missione impossibile per Pisa e Verona, realisticamente tagliate fuori da questo discorso. Troppi pochi i punti messi insieme, limitatissimi i margini per invertire un destino già scritto. E per quel che riguarda il Pisa la retrocessione avrà dei costi parecchio alti visti gli investimenti e i soldi spesi. Purtroppo male. Troppi stranieri, tante scommesse, pochissime quelle riuscite. Se gli ultimi due posti sono (virtualmente) assegnati ne resta uno da evitare. E cercano di evitarlo a qualsiasi costo Genoa, Cagliari, Lecce, Fiorentina e Cremonese. Queste ultime due lunedì in particolare si sfideranno in una specie di play-out: vietato perdere, devono solo e soltanto giocare per vincere. La Cremonese deve farlo pure per il proprio allenatore, finito sotto osservazione dopo le ultime 14 partite in cui ne ha perse 10 e pareggiate 4. Dal fischio finale in poi si capiranno tante cose.

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